«Ragazze non cercate il miracolo col bisturi»

MINORENNI & MAGGIORATE. Ogni anno su 100 mila interventi solo 20 mila servono per la ricostruzione in seguito a un tumore. L'80 per cento per migliorare il decolleté
Il sottosegretario Martini : «Il vostro bene più prezioso è la salute, non rovinatevelo per seguire falsi miti»
16/03/2010
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L'attrice Anna Falchi pentita del suo seno rifatto, ma tante ragazzine lo vorrebbero come molte star

Diletta ha 16 anni e bellissimi occhi chiari. «Sì, c'è stato un periodo in cui ero convinta di volermi rifare». Il sogno, ammette non senza un filo di imbarazzo, era aumentare di qualche taglia il seno, secondo lei troppo piccolo: in realtà proporzionato al suo fisico snello da adolescente. «Mia mamma si è opposta alla mia richiesta, non c'è stato nulla da fare. Ripensandoci ora, sono contenta che non mi abbia assecondata: forse non mi sarei piaciuta in un corpo "modificato"».
Ieri mattina, gli studenti del liceo Seghetti si sono riuniti nell'auditorium dell'istituto Gresner per ascoltare la relazione del sottosegretario alla salute Francesca Martini sulla proposta di legge, approvata di recente dal Governo, che vieta alle minorenni di sottoporsi a interventi di chirurgia al seno per fini puramente estetici e istituisce i registri regionali e nazionale delle protesi al silicone e delle operazioni di aumento del seno effettuate in strutture autorizzate.
Su una media di circa 100 mila interventi all'anno, ha spiegato Martini, affiancata dalla psicoterapeuta Martina Dalla Piazza, solo 20 mila servono per ricostruire il seno in seguito a un tumore. Nell'80% dei casi, invece, lo scopo è solo ottenere un decolleté più prosperoso. E il 5 % di queste pazienti sono ragazze sotto i 18 anni: un dato in veloce crescita, non fosse stato per l'introduzione del divieto.
Un provvedimento che ha la sua ragion d'essere: parlando con gli studenti, infatti, si scopre che la tentazione di ricorrere al bisturi per modificare il proprio corpo - oltre a un seno piccolo, un naso aquilino od orecchie a sventola - dilaga tra i giovanissimi, soprattutto ragazze. Poche confessano di pensarci in prima persona ma, a sentirle, esistono molte «amiche, compagne di classe, conoscenti» disposte a tutto per un «ritocchino». Se non hanno già provveduto. «Conosco una ragazza che si è rifatta il seno a 17 anni», racconta Marta, lei sì maggiorenne. L'amica in questione, spiega, era «piatta come una tavola». «Trovo giusto che la chirurgia estetica sia vietata ai minorenni. Ma quando si ha la possibilità di migliorare il proprio aspetto, perché no?».
La psicoterapeuta Dalla Piazza spiega che «la voglia di "rifarsi" in realtà nasconde un disagio ben più profondo: la non accettazione di sé, che non si guarisce con la chirurgia estetica». E se il modello è Cristina del Grande Fratello, la finta maggiorata... «Tutte le giovani donne vorrebbero assomigliare ai personaggi della tv, ad attrici o a top model», conferma Vittoria, scostandosi il ciuffo dagli occhi. «Le mie amiche continuano a lamentarsi, magari perché si vedono grasse». E i coetanei? Almeno sono sinceri: «Farsi vedere in giro con una bella ragazza è piacevole», ammette uno studente dell'ultimo anno, che però afferma di non aver mai pensato di ritoccare il suo naso «importante». «Sì, ne conosco qualcuna che si è rifatta il seno».
Il sottosegretario Martini ha dato agli studenti una bella lavata di capo. «La chirurgia estetica non fa miracoli né dà risultati permanenti. L'intervento al seno, per esempio, è una follia per una adolescente che non ha ancora terminato lo sviluppo. Le protesi», aggiunge, «hanno una durata massima di 8-10 anni, ma spesso già dopo due o tre devono essere sostituite. E si va avanti così per la vita, senza contare gravi imprevisti, come un rigetto. Il vostro bene più prezioso è la salute: non rovinatelo per seguire falsi miti».
Lorenza Costantino

Lorenza Costantino