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08.02.2018

Ultime scintille sul Magalini «Ditta in lite? Non ci ferma»

Il nuovo ingresso dell’ospedale Magalini a Villafranca
Il nuovo ingresso dell’ospedale Magalini a Villafranca

Maria Vittoria Adami Ultime scintille in consiglio regionale tra l’assessore alla sanità Luca Coletto e il consigliere Andrea Bassi (Centro Destra Veneto). Dopo ben un anno e mezzo l’assemblea veneta ha discusso ieri mattina l’interrogazione protocollata da Bassi nell’agosto 2016 riguardo la situazione dell’ospedale Magalini: stato dei lavori, questione delle riserve, tempi di attivazione e loro prolungarsi. L’interrogazione portava la firma anche del colleghi allora tosiani Giovanna Negro e Maurizio Conte. L’ha illustrata Bassi ieri ingaggiando un acceso diverbio con Coletto. Il testo riguardava, per il capitolo delle riserve, il fatto ce nel luglio 2016 l’impresa costruttrice dell’ospedale aveva esplicitato riserve per 22,1 milioni di euro: una misura con la quale si chiede ulteriore denaro oltre a quello previsto da contratto, per una serie di motivazioni che erano state illustrate. Sul contratto principale, stipulato per 28 milioni di euro, le riserve erano di 19,9 milioni e sul contratto delle opere complementari, che ammontava a 5,7 milioni, erano di 2,2 milioni. Secondo Bassi questa questione creerebbe problemi al percorso dell’ospedale e alla consegna dell’edificio. Gli ha risposto Coletto confermando le cifre richieste sulle riserve, ma spiegando che quella questione «va per conto suo». «Sono state richieste un mese prima della consegna dei lavori a 90 per cento dei pagamenti effettuati e al 93 per cento di lavoro fatto», spiega Coletto. «Prima non erano state avanzate. A ogni modo sono una questione a parte. L’edificio è già stato consegnato ed è già utilizzabile, è una polemica inutile perché stiamo chiudendo il percorso per l’attivazione del Magalini e non vedo difficoltà». L’ultimo passo è il passaggio in giunta per far diventare esecutiva la proposta dei sindaci che vede l’apertura dell’ospedale Magalini come vera e propria struttura sanitaria, per acuti, con polo chirurgico, pronto soccorso, maternità, oncologia e altre specialità. E l’Orlandi di Bussolengo come polo per la riabilitazione. Le schede sono passate per un primo passaggio in giunta regionale. La settimana scorsa hanno avuto il parere della quinta commissione sanità e ieri sono state recepite le modifiche della commissione. Manca l’ultimo gradino: il passaggio di nuovo in giunta per l’esecutività delle schede. Sarà il via all’apertura del Magalini e alla conversione dell’Orlandi. «Andremo entro 15 giorni in giunta», conclude Coletto. Vero che in 15 anni di attesa, promesse come queste ne sono state fatte. E lo ha ricordato Bassi ieri in consiglio regionale, elencandole. Ma Coletto, facendo leva sulla responsabilità delle istituzioni che hanno investito sul Magalini 40 milioni di euro, ha ribadito che la struttura villafranchese aprirà. •

Maria Vittoria Adami
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