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17.01.2019

Sparite le parolacce in Consiglio comunale

Il Consiglio comunale riunito per l’insediamento del nuovo sindaco Roberto Dall’Oca FOTO PECORA
Il Consiglio comunale riunito per l’insediamento del nuovo sindaco Roberto Dall’Oca FOTO PECORA

Fogli volanti gettati verso la minoranza, neppure l’ombra. Toni fuori le righe, neanche a parlarne. Parolacce e grida con o senza microfono, assenti. Non ci sono più i consigli comunali di una volta, a Villafranca! Con il nuovo corso, nella sala di via Rinaldo regnano puntualità e disciplina, in barba a chi, per vincere la noia, attendeva un colpo di teatro. «Il turpiloquio è abolito, i consiglieri non si abbandonano mai a parole fuori luogo e nessuno parla addosso all’altro. Le sedute, e questa non è una tradizione di Villafranca, iniziano puntuali. Infine, ci sono pochissime assenze». È il fiero quadro che traccia il presidente del consiglio Lucio Cordioli (Forza Italia) che riveste il ruolo di conduttore delle sedute. Ma una domanda è lecita: questa nuova atmosfera non sarà dovuta al grande assente, l’ex sindaco Mario Faccioli, che per dieci anni ha movimentato le riunioni consiliari, ridestando l’attenzione dei presenti quando il dibattito si stava appisolando con lunghe diatribe dialettiche (o talvolta soliloqui) e dando non poco da fare all’allora presidente Cristiano Tabarelli spesso in difficoltà nell’arginare quel fiume in piena? «No», sostiene Cordioli. «In consiglio c’è una qualità dei consiglieri elevata e a tutti sta a cuore il bene di Villafranca. Maggioranza e minoranza sanno trovare l’unanimità nelle cose importanti. Non ci sono mai discussioni sull’orario, comunico le questioni da affrontare con largo anticipo e anche in conferenza di capigruppo c’è cordialità». L’assemblea in effetti ha trovato l’unanimità su diversi punti, mentre sugli altri il dibattito ha sempre mantenuto toni civili. Tra i punti di convergenza ci sono state la convenzione con le scuole materne per un contributo di un milione di euro l’anno (passata con tutti i voti eccetto quello di Lino Massagrande, che avrebbe voluto una cifra più alta) o le procedure per l’apertura del distaccamento volontario dei vigili del fuoco in città. «C’è condivisione su come si vede la Villafranca del futuro», conclude Cordioli. «Abbiamo un sentire comune per la comunità, come ad esempio per il sostegno (tra i migliori in Italia) alle scuole paritarie che suppliscono alle carenze del Comune. Ma ci sono stati anche momenti significativi come la premiazione di alcuni personaggi che hanno fatto il bene della città. Abbiamo anche ricevuto in dono l’Albero della vita dalla cooperativa per disabili Filocontinuo che appenderemo in municipio. Abbiamo istituto, infine, il Consiglio comunale dei ragazzi». Il Consiglio comunale brillava per l’alta presenza dei consiglieri anche nelle due legislature scorse. Gli attuali consiglieri hanno mantenuto la prassi. Hanno registrato al massimo un’assenza (due per Franco Pennacchia, Fratelli d’Italia). E, per chiarirlo a quelli che «i politici li manteniamo noi», non lo fanno per denaro. Il ruolo del consigliere comunale, se svolto con tutti i crismi, ha una funzione determinante di collegamento tra cittadini, territorio e amministrazione. È un lavoro che richiede molto tempo, ma che non prevede un’indennità mensile, a differenza di quanto spetta agli assessori. I consiglieri percepiscono un gettone di presenza solo per ogni seduta consiliare cui partecipano, pari a 32,53 euro. In sei mesi ci sono state otto sedute, che equivalgono a 260 euro lordi. Chi fa parte delle commissioni su settori specifici (urbanistica, bilancio, ospedale, scuole...) percepisce lo stesso gettone per ogni seduta. I più attivi, tra consigli e commissioni, sono in maggioranza Adriano Cordioli (Insieme si può) e Stefano Predomo (Lega), e in minoranza Lino Massagrande (Noi per voi), con 17 presenze e 553 euro lordi. Per i gettoni di presenza consiliari dei primi sei mesi il Comune erogherà 9.400 euro. •

Maria Vittoria Adami
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