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14.03.2019

Scandalo casa di riposo, processo da rifare

Gli avvocati Matteo Nicoli e Nicola Grani, e Davide Tumicelli
Gli avvocati Matteo Nicoli e Nicola Grani, e Davide Tumicelli

Tutto azzerato e si riparte dal via. È la conseguenza provocata dal trasferimento di un giudice al processo per le presunte turbative d’asta sulle gare d’appalto per i lavori alla casa di riposo Morelli Bugna. Sono quattro gli imputati, tra i quali c’è l’ex presidente Davide Tumicelli, giovane rampante della politica di centrodestra villafranchese, travolto dall’inchiesta che lo aveva portato agli arresti domiciliari, detenzione durata sei mesi, chiesta e ottenuta dal sostituto procuratore Beatrice Zanotti. Il magistrato che lascia il tribunale di Verona è Rita Caccamo, assegnata alla procura generale della Corte d’appello di Brescia. È stata lei a presiedere finora il collegio chiamato a sentenziare oltre che su Tumicelli, anche sull’architetto progettista Claudio Tezza, e sugli imprenditori Nicola Mazzi e Giuseppe Vallone. La legge in materia di composizione dei collegi dei giudici è questa: se uno soltanto dei magistrati lascia il gruppo dei tre colleghi, il processo deve ricominciare. Per lo scandalo della Morelli Bugna, finora il tribunale ha ammesso i documenti di prova, l’elenco dei testimoni e ha dato l’incarico a Marina Guarnieri di eseguire una perizia sulle intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte durante l’indagine. Pertanto, il nuovo collegio dovrà riesaminare questi elementi, di fatto riaprendo il processo. La prossima udienza è fissata per il 28 maggio, data confermata l’altro ieri, quando in tribunale si sono presentati i testimoni e gli avvocati difensori dei quattro imputati. Sono i legali Matteo Nicoli, Nicola Grani, Nicola Avanzi, Chiara Nascimbeni e Davide Pini. L’ex presidente Tumicelli e un folto gruppo di imprenditori e professionisti erano rimasti impigliati nelle maglie dell’inchiesta per presunte turbative d’asta per assegnare i lavori di ristrutturazione della casa di riposo che è un ente pubblico. Il sostituto procuratore Beatrice Zanotti è convinta che le gare d’appalto erano state pilotate con accordi tra le parti, cioè tra il presidente e gli interessati a vincerle. La sua inchiesta era nata quasi per caso: gli ufficiali di polizia giudiziaria stavano intercettando le conversazioni sui telefoni di alcune persone, tra le quali il cellulare di Tumicelli e le utenze fisse della Morelli Bugna. Volevano tentare di scoprire il responsabile delle lesioni a tre anziani ospitati alla casa di riposo, colpiti alle teste con un corpo contundente di notte, mentre stavano dormendo. Nella sala ascolto degli investigatori, così, erano confluite anche le conversazioni sulle gare d’appalto ed era stato aperto il fascicolo sui presunti trucchi per assegnare i lavori alle imprese. Ironia della sorte: il responsabile delle lesioni agli anziani non è mai stato scoperto. In compenso, è emerso uno spaccato sui metodi usati per appaltare la ristrutturazione della Morelli Bugna. •

Luigi Grimaldi
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