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02.01.2019

Ridotte le tasse ai locali senza slot

Slot machine in un locale pubblico. Il Comune di Villafranca contrasterà la loro diffusione
Slot machine in un locale pubblico. Il Comune di Villafranca contrasterà la loro diffusione

Villafranca dichiara guerra alle slot-machine. Il Comune ha deciso di detassare bar, tabaccherie ed esercizi pubblici che decideranno di non tenere più le macchinette «mangia-soldi» o che non ne hanno. Le slot imperano in tutta Italia innescando la ludopatia che causa a sua volta gravi conseguenze mandando sul lastrico famiglie e facendo precipitare nella disperazione, quando non nell’usura, diverse persone. Secondo la mappatura effettuata a gennaio 2018, gli esercizi che hanno installato macchinette e slot a Villafranca e nelle frazioni sono 51 con 249 apparecchi. Ci sono, inoltre, cinque sale da gioco vere e proprie con 70 slot Vlt, videolottery, con le quali si gioca con banconote o schede in denaro e non solo con una moneta. Per questo le Vlt sono le più temute da chi si occupa di ludopatia perché hanno un processo di gioco molto veloce e frenetico che spinge sempre più a giocare, facendo perdere molto denaro in pochissimo tempo. «La detassazione per chi non metterà slot machine sarà del 15-20 per cento rispetto all’attuale. Dobbiamo ora decidere la cifra e modificare il regolamento sulle attività commerciali», spiega l’assessore al bilancio e al commercio Riccardo Maraia. Oltre a questi esercizi, però, l’amministrazione ha deciso di detassare allo stesso modo anche le botteghe storiche «perché rivestono importanza nel tessuto sociale», aggiunge il sindaco Roberto Dall’Oca. Anche in questo caso i dettagli sulle modifiche del regolamento devono ancora essere definiti, ma l’idea è di supportare attività che sono aperte da tempo e che non hanno mai modificato la tipologia merceologica venduta. Il lasso di tempo di operatività del negozio potrebbe essere anche, a prima vista, breve. «Dal 2008 c’è stata una moria di attività, quindi oggi una bottega aperta da 25-30 anni, se vogliamo, è già storica», osserva il consigliere Luca Pigozzo delegato al Suap, lo sportello unico delle attività produttive. «La detassazione riguarderà le botteghe del centro storico e delle vie limitrofe, ma anche delle frazioni o collocate in ogni angolo in cui la loro presenza sia preziosa», continua Maraia. «Ai negozi consegneremo una targa per riconoscere il loro attaccamento al territorio e per sostenerle, consci delle difficoltà che ci sono oggi nel portare avanti un’attività. Dobbiamo decidere sia la quota di agevolazione sia l’arco di tempo che definisca una bottega storica o meno e che potrebbe essere appunto di 25-30 anni dall’apertura. Tra i requisiti, inoltre, dovrà esserci la continuità di tipologia della merce, ma non necessariamente il passaggio generazionale». Nei primi mesi il lavoro del Comune sarà quello di redigere il bilancio di previsione che terrà conto anche di queste detassazioni. «Nonostante queste novità e le difficoltà degli enti locali, a Villafranca abbiamo mantenuto invariate tutte le aliquote della tassazione che sono tra le più basse della provincia», spiega Maraia. L’ente, inoltre, si farà carico di un aumento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti: «La carenza di impianti e l’incendio dello stabilimento di Povegliano generano problemi per questa frazione di rifiuto ora smaltito a Legnago. La Regione ha aperto anche un sito di Padova che risponde alle emergenze. Questa situazione provoca un aumento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti di 250mila euro. Ma assorbiremo l’uscita come Comune e il rincaro non ricadrà sulle tasche dei cittadini». Il servizio di raccolta e di smaltimento dei generi di rifiuti tramite il sistema porta a porta, infatti, ammonta a circa quattro milioni e mezzo di euro ed è coperto interamente dalla Tari, la tassa sui rifiuti pagata dai cittadini. •

Maria Vittoria Adami
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