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06.12.2017

Piscine da rifare in sei mesi Ma il cantiere è ancora fermo

Le piscine comunali di Villafranca chiuse a settembre per i lavori di potenziamento FOTO PECORA
Le piscine comunali di Villafranca chiuse a settembre per i lavori di potenziamento FOTO PECORA

Maria Vittoria Adami Corsa contro il tempo per le piscine comunali di Villafranca, chiuse da settembre per il progetto di potenziamento del centro che comprende la ristrutturazione dell’esistente e l’ampliamento con nuovi spazi d’acqua al posto del bocciodromo. I lavori sono stati consegnati il 22 novembre. In questi giorni il proponente deve consegnare in municipio il progetto esecutivo per l’approvazione della giunta, che si riunisce ogni venerdì mattina. Sarà un passaggio determinante perché darà avvio definitivamente all’intervento che sarà portato avanti in tre tranche: «Per prima cosa si interverrà sulla piscina esterna e sull’area degli spogliatoi interni e della pizzeria, per essere pronti per la stagione estiva», spiega l’assessore allo sport Roberto Dall’Oca. «In una seconda fase si lavorerà sulla vasca interna dove sarà sistemata l’area a bordo piscina e gli spazi attigui per consentire l’apertura delle attività a settembre. Per ultimo sarà tenuto l’intervento più imponente della ristrutturazione dell’ex bocciodromo che conterrà, invece, gli spazi d’acqua nuovi». Lavori non da poco, che preoccupano la cittadinanza. In questi mesi i villafranchesi si sono organizzati rivolgendosi ad altri centri, come le piscine di Isola della Scala. Ma l’assessore tranquillizza: «È interesse reciproco terminare l’intervento nei tempi previsti: i proponenti assicurano di arrivare pronti con l’area esterna per la stagione estiva. E il Comune si impegnerà a garantire il servizio ai cittadini e limitare al minimo il disagio». Dall’Oca, inoltre, spiega che un centro privato villafranchese ha messo a disposizione la sua vasca per portare avanti alcuni corsi come l’Aquagym. L’intervento di potenziamento delle piscine comunali, di 4 milioni di euro di cui 1,30 finanziati dal Comune (870 mila euro sul 2017 e la cifra restante sul bilancio 2018), riguarda l’intero centro natatorio, e va dal rifacimento degli impianti termo-elettrici alle opere strutturali sull’esistente e sul nuovo come l’area benessere e di spazi d’acqua. L’operazione sarà condotta dall’associazione temporanea d’impresa composta da Partecipazione e gestioni srl, Serpelloni spa e AeT Europe su progetto dell’equipe di professionisti composta da Claudio Tezza, architetto progettista e coordinatore del gruppo, Lorenzo Strauss ingegnere dello studio trentino Tesi engineering, esperto nella progettazione di impianti di questo tipo, Giovanni Nicolò, ingegnere, per le opere strutturali, e Giorgio Valentini, architetto, coordinatore per la sicurezza. Il proponente, ultimato l’intervento, affiderà la gestione delle piscine, della palestra e della pizzeria. L’accordo finanziario siglato con il Comune, infatti, prevede che il privato, cui spettano i lavori di costruzione e l’investimento più oneroso, gestisca il centro per una trentina d’anni. La pizzeria Medusa ha chiuso e i gestori, dopo 17 anni, hanno rilevato un ristorante a Nogarole Rocca. Resta il punto di domanda sulle attività natatorie, per oltre vent’anni gestite dalla Leosport. Il Comune ha proposto che i dipendenti siano reintegrati nel futuro centro. Ma il tema è rimandato alla riapertura delle piscine. •

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