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10.01.2019

Palloncino vola dalla materna E da Firenze arriva il regalo

I bambini della scuola materna sulla scalinata del duomo lanciano i palloncini per Santa Lucia
I bambini della scuola materna sulla scalinata del duomo lanciano i palloncini per Santa Lucia

È una fredda mattina di metà di dicembre e la scalinata del duomo di Villafranca trabocca di bambini in festa. Sono gli alunni della scuola materna San Giuseppe. Ognuno di loro, in mano, tiene la letterina preparata insieme ai genitori con una piccola promessa. Il foglio piegato, poi, è attaccato con uno spago a un palloncino che non aspetta altro che volare. Nelle poche righe, i bambini hanno scritto i loro buoni propositi a Santa Lucia in cambio di un regalo e l’indirizzo a cui spedirlo. Riccardo, quattro anni appena compiuti, quel giorno aveva chiesto un trenino. Dal canto suo aveva promesso che non avrebbe più fatto i capricci a tavola. Succede che quel palloncino, una volta che la mano allenta la presa, voli via veloce seguendo le correnti. Superi gli Appennini e capiti sulla strada, però, di Babbo Natale che in quei giorni si trovava, guarda caso, vicino Firenze. È la storia magica di un piccolo alunno che si è visto recapitare a scuola proprio quel trenino che aveva richiesto nella letterina lanciata nel cielo. Il pacco inviato alla San Giuseppe risulta spedito da Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, accompagnato da un biglietto che però non è firmato (oltre che da Babbo Natale, ovviamente). L’anonimo donatore scrive: «Ti porto questo regalo in cambio della tua promessa che non farai più i capricci a tavola». Niente di più. Un mistero sufficiente per far volare la fantasia e una gioia difficile da trattenere. Il trenino è stato consegnato a Riccardo lunedì, il primo giorno tra i banchi dopo le vacanze. La direttrice della scuola dell’infanzia, Rossella Bettelini, spiega che l’iniziativa con i palloncini (rigorosamente biodegradabili) è ormai una tradizione. Sono vent’anni che si fa e ogni volta qualcuno, in giro per il nord Italia, ritrova i bigliettini dei bambini e fa recapitare i giochi all’indirizzo della materna. Un anno, addirittura, un palloncino era arrivato fino in Ungheria e lo aveva ritrovato il papà di una famiglia numerosa. Non sapendo leggere quello che c’era scritto nella letterina lo aveva portato in una scuola italiana e se l’era fatto tradurre. In questo modo era riuscito a mettersi in contatto con la San Giuseppe. «Da quel momento», spiega la direttrice, «ci siamo scambiati diverse comunicazioni. Siamo stati poi noi a mandare giochi in Ungheria perché quella era una famiglia un po’ in difficoltà», racconta. Un paio di inverni fa, invece, ad una alunna della scuola era arrivata una bicicletta direttamente da Trento. Altri pacchi nel tempo sono giunti a Villafranca dalle provincie vicine: tutto dipende dalle condizioni atmosferiche del giorno in cui i palloncini vengono lasciati liberi in aria. Ma non si tratta solo della semplice richiesta a Santa Lucia. Negli stessi giorni, infatti, i bambini portano a scuola un loro giocattolo che poi verrà regalato a Natale, a chi ne ha più bisogno. «Da dieci anni facciamo questa raccolta e volta per volta decidiamo a chi donarli. Lo abbiamo fatto per i bambini alluvionati delle Cinque terre o di Soave, ad esempio. O li abbiamo regalati a una scuola di Medolla, il paese in provincia di Modena che aveva subito il terremoto nel 2012». Da poco, invece, i giochi vengono recapitati al reparto di oncoematologia pediatrica di Borgo Trento. •

Nicolò Vincenzi
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