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02.02.2018

Ospedali, cancellato il polo a due gambe

L’ospedale Magalini di Villafranca presto potrà cominciare ad accogliere i reparti per acuti
L’ospedale Magalini di Villafranca presto potrà cominciare ad accogliere i reparti per acuti

Francesca Mazzola Il terzo tentativo è stato quello buono. Dopo tre ore di discussione, poco dopo le 18, la Quinta commissione Sanità del Consiglio regionale ha votato parere favorevole alle schede di modifica degli ospedali di Bussolengo e di Villafranca. A questo punto mancano il passaggio formale in giunta per l’approvazione definitiva e la pubblicazione sul Bur, ma ormai è certo che l’Orlandi avrà vocazione riabilitativa con 120 posti letto e il Magalini sarà il nuovo ospedale per acuti dell’area ovest della provincia scaligera, con 187 posti letto. Venezia dice dunque addio al polo a due gambe. «In marzo il direttore generale dell’Ulss 9 Scaligera Pietro Girardi», dichiara l’assessore alla Sanità Luca Coletto, «potrà partire con l’attivazione del trasloco dei reparti a Villafranca e la contemporanea riorganizzazione di Bussolengo». Insomma, ormai è solo una questione di tempi tecnici, ma la partita è chiusa. A tenere inchiodati in aula i colleghi, Coletto e il segretario generale della Sanità Domenico Mantoan è stato soprattutto il consigliere scaligero di Centro Destra Veneto Andrea Bassi, coadiuvato nella sua opposizione al progetto anche dalla veronese Giovanna Negro di Veneto del Fare Noi con l’Italia. L’altra esponente scaligera in commissione, Orietta Salemi del Pd, ha approvato alcune puntualizzazioni accolte anche dall’assessore per poi schierarsi a favore della delibera, che è passata con otto sì e tre no (di Bassi, Negro e Bartelle del M5S). ORLANDI Le nuove schede prevedono a Bussolengo 50 letti di area medica (25 di medicina e 25 di psichiatria), day surgery multidisciplinare con 15 posti, 40 letti di rieducazione e 15 di lungodegenza per un totale di 120, il tutto con tre primari. La struttura avrà inoltre un anestesista rianimatore presente h 24, dialisi semiassistita (probabili 4 letti dedicati) e una guardia pediatrica, soprattutto in funzione delle esigenze dei turisti. Inoltre rimane confermata l’apertura di 24 letti in ospedale di comunità, che è stata indicata per inizio 2019. MAGALINI A Villafranca 61 letti di area medica (cardiologia, gastroenterologia, medicina, geriatria, nefrologia, neurologia, oncologia, pneumologia); 71 di area chirurgica(generale, week Surgery, oculistica, ortopedia e traumatologia, otorinolaringoiatria, urologia); 35 letti per l’area materno infantile (ostetricia e ginecologia, patologia neonatale, pediatria), 10 posti di terapia intensiva, pronto soccorso, 10 letti di riabilitazione. In tutto 187 posti letto, con 17 primari. COLETTO «Sono molto soddisfatto», commenta l’assessore, anche lui veronese, che era pronto a far notte se necessario pur di arrivare all’approvazione del documento. «Finalmente riusciamo a mettere in ordine un’area complicata (quella dell’ex Ulss 22) applicando quanto deciso ancora dalla Conferenza dei sindaci che aveva indicato in Villafranca il luogo in cui costruire il nuovo ospedale. Senza contare che sono stati investiti per questo 40 milioni di euro di tutti i cittadini, andati a Roma in tasse e che noi siamo riusciti a riportare sul territorio». Coletto sottolinea l’importanza della specializzazione: «Due ospedali generalisti a nemmeno 15 chilometri l’uno dall’altro si sarebbero rubati gli utenti, rischiando di finire sotto la falce del decreto 70, nazionale, che impone di chiudere i reparti che non raggiungano standard minimi di attività. Così invece entrambi avranno, ciascuno per le proprie caratteristiche, un bacino di 250 - 300mila utenti, saranno complementari». Di posti di riabilitazione c’è particolarmente bisogno, «si ricordi che l’Azienda ospedaliera con i suoi 1.500 posti letto è vicina, non dovremo più mandare a casa i pazienti fragili o ricorrere a realtà fuori regione. Il modello cui ci siamo ispirati è Jesolo, che funziona bene e serve anche le necessità turistiche». «Inoltre», conclude, «abbiamo aggiunto in entrambe le strutture il servizio dialisi. Alla fine di quest’operazione, il territorio non avrà perso servizi, al contrario ne avrà di più. Spiace per una certa strumentalizzazione politica che non si addice a un tema delicato come quello della salute». LE RAGIONI DEL NO Andrea Bassi si è battuto come un leone per sostenere le necessità del territorio di Bussolengo e della vasta area turistica che alla struttura fa riferimento, ha snocciolato buona parte dei suoi emendamenti, martellato di domande. «Ho ottenuto insieme a Negro aggiustamenti qua e là», commenta amaro, «ma l’impianto purtroppo rimane». «Quando verrà pubblicato il verbale», sottolinea, «sarà chiaro soprattutto come cambierà il pronto soccorso, che per ammissione dello stesso Mantoan non sarà più come quello di adesso, anche se per lo meno viene garantita la presenza di un anestesista rianimatore». Giovanna Negro aggiunge: «Ho votato contro perché non si è voluto tenere conto dei problemi viabilistici e soprattutto della forte presenza turistica dell’area di Bussolengo. Per quella zona, insomma, non si è fatta una buona scelta». FAVOREVOLE Orietta Salemi si è invece schierata con la maggioranza. «Noi veronesi abbiamo ottenuto garanzie per il pronto soccorso di Bussolengo, ci sono state puntualizzazioni utili, ma rimango convinta che la scelta di dare specializzazioni diverse a Bussolengo e Villafranca sia quella giusta». Salemi ricorda, a supporto della propria decisione, come la bocciatura del polo a due gambe sia arrivata dal Comitato dei sindaci e anche dai medici ospedalieri. «Villafranca, con il suo bacino di 70mila utenti, attendeva da troppo, ora avrà un ospedale con le migliori tecnologie». •

Francesca Mazzola
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