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13.03.2019

Ora al Magalini si può nascere nell’acqua

Un corridoio del reparto di Ostetricia del Magalini FOTO PECORAUna donna durante una prova della nuova vasca per partorire in acqua all’ospedale Magalini
Un corridoio del reparto di Ostetricia del Magalini FOTO PECORAUna donna durante una prova della nuova vasca per partorire in acqua all’ospedale Magalini

Una vasca non solo per affrontare il travaglio, ma anche per partorire in acqua, è arrivata all’ospedale Magalini di Villafranca. Ieri i tecnici hanno effettuato i tamponi infettivologici per verificare che tutto sia a prova di mamma e bambino. Nell’arco di 15 giorni saranno forniti i risultati e poi si potrà riprendere il servizio che il reparto di ostetricia garantiva già all’ospedale Orlandi di Bussolengo. Con il trasferimento al Magalini nel luglio scorso, infatti, era stato predisposto l’acquisto di una nuova vasca, più all’avanguardia, che finalmente è arrivata. «Ha un’apertura anteriore per fare uscire la donna più agevolmente in caso di necessità», spiega il primario di ginecologia e ostetricia Marco Torrazzina. «L’acqua della vasca è calda, avvolgente, aiuta la donna in travaglio a rilassarsi e lenisce il dolore, ammorbidisce i tessuti e accorcia la fase dilatante. Per il bambino, invece, rende la nascita più graduale e meno traumatica. La vasca è utile, inoltre, quando non parte il travaglio o se la donna è molto tesa». L’attrezzatura è stata collocata nella sala parto con le pareti decorate con un campo di iris in fiore. Sopra pende un drappo verde resistente cui la donna può aggrapparsi. All’interno il nascituro è monitorato con alcuni sensori. Sono sette, infine, i colori della cromoterapia applicata alla vasca. L’acqua si illumina di verde o di blu per rilassare, di rosso o di arancio, più dinamici, per dare più tono. Il Magalini è uno dei pochi centri che utilizza la vasca per il parto: gli altri ospedali in genere se ne servono solo per il travaglio. Negli ultimi sei mesi di attività dell’Orlandi sono nati in acqua 12 bambini l’anno scorso. Ora è possibile anche al primo piano dell’ospedale villafranchese dove la partoriente decide al momento con l’equipe medica se fare il parto in acqua o meno, a seconda della disponibilità della vasca. Occorrono, infatti, due ore per la sterilizzazione e per rendere fruibile di nuovo la vasca dopoché è stata usata. L’uso della vasca non si può prenotare né si abbina all’anestesia epidurale ed è consentito solo per le gravidanze a basso rischio. Con la nuova vasca il reparto di ostetricia completa la gamma di servizi attivati al Magalini che, dopo la partenza di luglio, sta tornando a essere un punto di riferimento per le mamme del comprensorio. Le villafranchesi mostrano di scegliere il nuovo ospedale e se ne servono anche le mamme di Isola della Scala oltre che dei paesi vicini fino al Mantovano. E i dati dei parti sono incoraggianti: tra gennaio e febbraio sono nati 115 bambini e si è registrato un parto gemellare. A Bussolengo, negli stessi mesi dell’anno scorso erano nati 112 piccoli. È un bel risultato, non facile da raggiungere, per il Magalini rimasto chiuso per 15 anni e che deve quindi convincere e riconquistare la fiducia del suo bacino di riferimento. Il primo piano dell’ospedale, che comprende anche la patologia neonatale, è certificato dall’Unicef «Ospedale amico del bambino» per le pratiche messe in atto a favore della mamma e del neonato, a cominciare dal sostegno all’allattamento al seno, promosso già nei corsi preparto, e dalla pratica «pelle a pelle»: mamma e bambino, subito dopo il parto, restano in una stanza soli, pelle a pelle, appunto: un momento di relazione, nelle prime ore di vita, che dà anche slancio all’allattamento. •

Maria Vittoria Adami
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