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04.07.2015

Le majorette hanno 40 anni
Sono l'orgoglio di Quaderni

VILLAFRANCA. Da quarant'anni sugli stivaletti bianchi coi lacci rossi per una tradizione che si trasmette di madre in figlia. A Quaderni, frazione di Villafranca, il gruppo delle majorette è entrato negli Anta e domenica ha festeggiato con una parata di quattro bande musicali venete. Minigonna rossa, bolerino e cappello con la piuma di struzzo, le majorette di Quaderni precedono la banda, che di anni ne ha compiuti più di 170, in ogni sfilata di carnevale o alle feste locali.

Il gruppo oggi conta 35 bambine e ragazze, dai 7 ai 24 anni: non c'è un'età per smettere e si resta finché dura la passione. Così Annachiara Foroni, 23 anni, da 17 sui tacchetti, oggi apre la schiera delle majorette ed è la maestra coreografa con Marina Fossa, veterana, quest'ultima, e una delle prime majorette a sfilare, da bambina, nel 1975 quando Maria Galvani, «la Mari», mise in piedi il gruppo. Nel 1974, Quaderni vanta una storica banda. Il parroco, don Gaetano Quattrina, ne è fermo sostenitore, ma in quell'anno lascia il paese. Rimasta senza la sua anima, la compagine musicale decide di rinnovarsi. Ingaggia nuovi e giovani elementi e cambia la divisa: giacca rosa antico e pantalone blu. Poi la folgorazione: a Valeggio, vede la banda di Gonzaga esibirsi con un gruppetto di ragazzine danzanti.

Il direttivo della banda di Quaderni, composto dal presidente Francesco Benini, e da Vittorio Franchini, Vittorino Cordioli Virgilio Scattolini e Franco Cordioli, emula l'idea, audace a quel tempo, e nasce il primo gruppo veronese di majorette. Quattrodici bambine e ragazzine istruite da Maria Galvani. Capitano è Mariarosa Benini. Il paese contribuisce: un tornitore esegue tre mazze in legno per le sfilate; le sarte confezionano le divise e gli operai di un calzaturificio gli stivaletti. La banda, guidata dal maestro Domenico De Rossi, rinnova il repertorio, virando verso la tradizione popolare e folk con marcette e pezzi leggeri o dell'opera sinfonica.

Un presentatore, Ugolino Franchini, introduce i brani sui testi del dottor Gianni Turrina. Tutto è pronto per la prima uscita ufficiale delle majorette a Roverbella: è il 1975. L'anno successivo il gruppo ha 22 ragazze e arrivano anche i primi ingaggi in Italia, poi in Svizzera, Austria, Francia e Polonia, con la quale nel 1987 si stringe un gemellaggio. Nel frattempo Maria Galvani, aiutata da Daniela Scattolini, lascia il testimone a Simonetta Fortuna. Le majorette diventano l'orgoglio di Quaderni. Oggi sono molto conosciute e si tramandano la tradizione: tra le ragazze c'è la figlia di Marina Fossa, Beatrice Pezzo, 24 anni, novella sposa. Il figlio Alex, 29 anni, invece, suona il trombone a tiro nella banda.

«È una passione trasmessa in famiglia», spiega Beatrice. «Sono la più anziana del gruppo ma non voglio smettere. Si sta in compagnia ed è bello».Anche nel complesso musicale si incrociano le generazioni: Vittorio Franchini, 75 anni, suona coi figli Cristiano e Domenico (maestro della banda) e col nipote Alessandro. E ha ereditato la tradizione dal padre Domenico. Le majorette cominciano da giovanissime. Le più piccole, a 6 anni, fanno un allenamento la settimana di un'ora e mezza. Imparano la marcia e a tenere il bastone. «Si impara in un paio di serate», assicura Marina. Le più grandi, dai 12 anni, si allenano due volte la settimana perfezionando le coreografie e studiando le percussioni. «Cerchiamo di conciliare l'impegno con il piacere», spiega Annachiara. «E c'è un aspetto educativo: per le bambine diventa normale esibirsi in pubblico e acquisiscono sicurezza». COPYRIGHT

Maria Vittoria Adami
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