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20.12.2017

Lavoro da sarte a donne in crisi Emmaus amplia il capannone

Il cantiere per ampliare il capannone della comunità Emmaus FOTO PECORALe barchesse della comunità Emmaus rimesse a posto
Il cantiere per ampliare il capannone della comunità Emmaus FOTO PECORALe barchesse della comunità Emmaus rimesse a posto

Maria Vittoria Adami Una sartoria dove portare pantaloni a rammendare o per cambiare una cerniera. E che darà un impiego a donne in difficoltà economica. È la bella storia che spera di scrivere la comunità Emmaus di Villafranca entro otto mesi. Sono in corso nella località sulle rive del Tione, che ha preso il nome del centro che dà una seconda chance a chi in passato ha perso la strada, dei lavori di ampliamento. La comunità si fa più grande. Ha costruito una nuova barchessa davanti all’ingresso del mercatino dell’usato collegata al complesso centrale, dove si vendono libri, mobili, porcellane, piatti e pentole, quadri ed elettrodomestici, cucine e camere da letto, di seconda mano. Ma in questi giorni sono iniziati i lavori anche per la costruzione di un nuovo padiglione: «Ci serviva un capannone in più per stoccare il vestiario, selezionarlo, pulirlo e venderlo», spiega Renzo Fior, referente della comunità. «L’idea iniziale era di affittarlo, invece abbiamo sfruttato una norma ministeriale che ci consente di ampliarci del 30-40 per cento. Con fondi nostri e un contributo della fondazione San Zeno costruiremo il nuovo complesso in otto mesi circa». Ma la nuova area non sarà adibita solo a mercatino di vestiti: «L’idea è quella di affiancarlo a una sartoria in cui inserire donne in difficoltà e che qui imparino a rammendare, fare orli, cambiare cerniere». Operazioni, insomma, che non tutte le signore di oggi sanno fare. «Nascerà così una sartoria aperta ai cittadini che abbiano bisogno di aggiustare un capo». Per le donne impegnate sarà, invece, un’occasione di reinserimento lavorativo. «Cerchiamo ora chi sappia lavorare in sartoria e possa insegnare e seguire le future nostre impiegate». L’idea è stata mutuata dall’estero dove si reca spesso Fior, già presidente di Emmasu internazionale ed Emmaus Italia, per gli incontri comunitari. «Nelle grandi capitali europee ci sono molte piccole botteghe sartoriali di questo tipo, anche in centro città. Ne abbiamo vista una da vicino a Montpellier». Nel nuovo capannone, con il tetto in pannelli solari, ci sarà un’ala dedicata anche allo stoccaggio di materiali che vengono inviati in Africa, in Benin, dove Emmaus ha diverse comunità che si mantengono con il mercatino dell’usato di materiali inviati appunto dall’Italia. Il Natale, per la comunità, passerà all’insegna dei lavori, dunque. Ma è aperta sempre, il martedì e giovedì pomeriggio e il sabato, sia la mattina sia il pomeriggio, la vendita straordinaria di Natale. La comunità il 25, inoltre, si riunirà per il pranzo accompagnato dalla tombola, mentre il 31 organizza il cenone con una serata di giochi con i componenti della comunità e aperta a chiunque voglia aggiungersi. •

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