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19.03.2017

La città fatta coi cittadini
Da qui in poi sarà futuro

Villafranca vista dal castello scaligero
Villafranca vista dal castello scaligero

Polo scolastico, area pubblica a Pozzomoretto, due parchi - del Tione nel capoluogo e Mariotto a Dossobuono - e circonvallazione sud. Su questi progetti confluiranno le manifestazioni di interesse al Piano di assetto del territorio di Villafranca. Lo stabilisce il Documento del sindaco, appena licenziato dalla Giunta, che sarà illustrato venerdì in Consiglio comunale, alle 18. L'assemblea dovrà anche approvare i criteri di perequazione ad esso.

La pianificazione della città compie un passo storico a due anni dalla definizione del Pat, ma soprattutto a una trentina dall’ultimo Piano regolatore. Il documento, infatti, apre la strada al Piano degli interventi, fase concreta del Pat. Ora i temi da affrontare per il futuro si mettono sul tavolo: sono stati elencati nel documento e troveranno concretezza anche tramite le manifestazioni di interesse al Pat.

OPERE STRATEGICHE. Ogni accordo urbanistico tra privato e Comune, infatti, legato a manifestazioni di interesse e che preveda delle contropartite per il pubblico, sarà dirottato verso quattro progetti prioritari e milionari previsti nel Pat. Il privato «ripagherà» il Comune in compensi edificatori, a stralci funzionali, per la realizzazione ex novo del polo scolastico del capoluogo nell’area tra via Mantova e via Ospedale che accorperà asilo nido, materna ed elementari comunali; per la circonvallazione Sud della città, che andrà da via Mantova alla provinciale per Valeggio chiudendo l’anello attorno alla città, se mai sarà costruito il secondo stralcio della Grezzanella; per il parco del Tione a Villafranca e quello Mariotto a Dossobuono, oggi incompleti; per l’area pubblica per sagre, parcheggi e attività utili alla comunità a Pozzomoretto; o per altri interventi di viabilità e intersezioni.

PASSO STORICO. «Il documento del sindaco è la fase di partenza dell’urbanistica concertata dopo la riforma regionale che ha introdotto il Pat. Parte con questo la vera e propria pianificazione della città», spiega il sindaco Mario Faccioli che firma un atto storico per Villafranca. «L'ultima risale al vecchio Prg. Raggiungere un obiettivo così è quindi un’emozione. Non è uno strumento urbanistico per fare cassa: la strategia è rilevare manifestazioni di interesse pubblico».

La stesura del documento del sindaco rappresenta una uniformazione delle regole: «Siamo passati per una presa d’atto di tutte le pianificazioni superiori, o vecchie, sulle quali abbiamo calato la nuova carta del Pat. Così si eliminano incongruenze e si livellano le norme tecniche di attuazione, in modo da non cadere più nei problemi spesso sorti per libere interpretazioni degli uffici pubblici o di tecnici privati. Abbiamo scritto le regole corrette. Da qui parte tutto il resto».

LE PEREQUAZIONI. Venerdì il consiglio approverà i criteri di perequazione che regoleranno i rapporti tra pubblico e privato nel definire il valore delle aree per le contropartite. Di questo si è occupato l’assessore all’Urbanistica Roberto Dall’Oca, che spiega: «Nelle trasformazione urbanistica, il 50 per cento della plusvalenza generata va, come previsto dalla legge, al Comune per realizzare o finanziare opere pubbliche. La scelta fatta per dare massima trasparenza e semplicità, sarà utilizzare i valori previsti per gli espropri forniti annualmente dalla Provincia per i terreni, e i valori previsti dalle tassazioni locali per le aree o edifici che verranno trasformati. Ipotizzando 20 dei terreni e 100 della trasformazione, 80 è la plusvalenza generata e 40 va al Comune. Sono stati posti coefficienti di riduzione per agevolare costruzioni con cubatura ridotta nel rispetto di una filosofia costruttiva di minor impatto e rispettosa dell’ambiente. Nella prima fase, infine, adegueremo il piano alle nuove normative vigenti e poi priorità a scuole, parchi, viabilità, aggregazione e sport».

Maria Vittoria Adami
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