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20.02.2018

L’ex sindaco e il candidato Pd Stesso nome e qualche noia

A destra l’ex sindaco di Villafranca Maurizio Facincani durante la campagna del 2013 per la lista TosiMaurizio Facincani, aspirante senatore del Partito democratico
A destra l’ex sindaco di Villafranca Maurizio Facincani durante la campagna del 2013 per la lista TosiMaurizio Facincani, aspirante senatore del Partito democratico

«Adesso basta. Chiedo di essere lasciato in pace. È ora di far chiarezza: non sono io il Maurizio Facincani candidato per il Partito Democratico al Senato. È un mio omonimo. Io non sono candidato per il Pd nè per nessun altro partito, né al Senato, né alla Camera, né alle prossime elezioni amministrative di Villafranca». Maurizio Facincani, 54 anni, ex sindaco centrista di Villafranca (due i mandati, dal 2000 al 2008), mette tutti questi puntini sulle “i” perchè, assicura, vive in una situazione kafkiana da quando il suo omonimo Maurizio Facincani, 60 anni, prima assessore poi vicesindaco a Povegliano dal 1997 al 2005, ha annunciato la sua candidatura al Senato nelle liste del Pd. Sbotta il Facincani di Villafranca: «Sto ricevendo un’infinità di telefonate, messaggi, whatsapp. Un sacco di gente mi ferma per strada, per farmi gli auguri, darmi pacche sulla spalla, complimentarsi. Mi chiamano ex colleghi sindaci, consiglieri regionali, amministratori passati e presenti. Perfino preti e qualche onorevole. Tutti convinti che sia in corsa per Palazzo Madama. L’omonimia mi sta creando grossi problemi. È ora di fare chiarezza: non sono il Maurizio Facincani candidato al Senato per il Pd. Rispetto l’uomo, le sue idee politiche, i programmi, la sua candidatura democratica, ma è giusto che si sappia che io non sono lui. Chiedo di essere lasciato tranquillo». A Facincani scoccia soprattutto passare per un voltagabbana e far da bersaglio ad ironie e irrisioni. «Un signore mi ha inviato un messaggio: “Per la carega si va da tutte le parti, vero?”. Un altro, evidentemente di area di sinistra, si è rallegrato: “Hai fatto bene a candidarti con noi, a saltare la barricata democristiana”. Non ho saltato alcuna barricata e per nessuna carega io cambierò le mie idee moderate». Facincani mette le mani avanti anche per le votazioni a Villafranca: «Mi ha sorpreso e, confesso, fatto piacere che tanti si ricordino di me dopo anni che ho lasciato la politica attiva. È un riconoscimento alla passione e all’impegno nell’amministrare la mia città. Ma a chi mi chiede perchè non mi ricandido rispondo che è stata un’esperienza favolosa. Essere sindaco della propria città è una cosa meravigliosa. Sono fuori dalla politica attiva dal 2009 quando mi è stata riscontrata una neoplasia aggressiva. Mi avevano dato poco tempo di vita e invece, grazie a Dio, sono ancora qui. La passione per la politica resta, ma ora mi occupo solo del mio lavoro (è direttore del Cerris, il Centro educativo riabilitativo di Marzana): il mondo socio-sanitario mi occupa totalmente. Lavorare per i disabili, promuovere iniziative culturali e di volontariato, aiutare chi soffre e le loro famiglie è un’esperienza di vita impagabile. Recentemente siamo stati ricevuti da papa Francesco al quale i ragazzi hanno portato in dono un loro lavoro, una ricostruzione, in scala, di Ponte Pietra». L’omonimia tra i due crea situazioni di confusione perfino su WhatsApp dove la foto dell’uno è abbinata al cellulare dell’altro. Cosa dice il Maurizio Facincani di Povegliano, comandante della polizia municipale di Negrar e candidato al Senato per il Pd? Ci ride su: «Anche in passato questa omonimia ha creato fraintendimenti. Tra noi ci abbiamo scherzato sopra. C’è sempre stato un rapporto cordiale, di stima e rispetto reciproci. Nome e cognome sono uguali, ma siamo due persone diverse, non solo per età, aspetto fisico e comuni di residenza, ma per storia amministrativa, cultura e idee politiche». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Morello Pecchioli
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