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07.10.2017

L’avventura che fruttava
soltanto 360 euro al mese

Nessun passo più lungo della gamba quando accettò l’investitura di presidente della Morelli Bugna. Anche ieri, Davide Tumicelli ha voluto ribadire con forza di essere stato in grado di guidare la casa di riposo. E che rifarebbe tutto nello stesso identico modo, nonostante quell’incarico da 360 euro al mese di compenso lo abbia portato prima ai domiciliari e poi davanti a un tribunale. Tumicelli è uno che non accetta che venga messo in discussione il suo lavoro all’ente. E quindi è normale che se la prenda quando gli viene chiesto in conferenza stampa, in maniera un po’ insolente per la verità, se prima di diventare presidente avesse avuto bisogno di un corso accelerato, e magari pure serale, per imparare ad amministrare un ente pubblico. Perché, al di là della questione giudiziaria, il quadro della gestione degli appalti lì dentro appare abbastanza pasticciato. Ma lui resta della sua idea: la Morelli Bugna girava come un orologio svizzero, anche per i bandi di gara e le assegnazioni dei lavori.

Sugli appalti arriva a dire che lui non li gestiva, di non averci mai messo il becco. Allora, delle due l’una: o delle centinaia di ore di intercettazioni telefoniche la voce non è di Tumicelli, oppure c’è qualcosa che non torna nel suo racconto. In quelle conversazioni si parlava di appalti e pure parecchio. Lo si fa notare all’ex presidente e la musica cambia: «Sì, ma per gestire intendevo dire non fare alcuna procedura che non spettasse a me».

Simbolo dei giovani politici di centrodestra a Villafranca, osannato come il leader del cambiamento generazionale, il nuovo che avanzava sembra non aver alcun limite alle proprie ambizioni. Anche ieri, davanti ai giornalisti, Tumicelli sfoderava la sua grinta, con le mani spesso sul petto, ripetendo all’infinito di essere sereno e di aver dormito tutte le notti di questi ultimi sei mesi vissuti ai domiciliari.

Vuole un processo rapido. La procura lo ha accontentato: il pubblico ministero ha chiesto il giudizio immediato, una procedura che serve a evitare l’udienza preliminare quando le prove dell’accusa sono ormai raccolte. Ma, soprattutto, così si riduce il rischio di eventuali prescrizioni per il tempo che passerà fino alle successive sentenze, di appello o cassazione.

Tumicelli è stato liberato dal tribunale, dopo la richiesta fatta dai suoi avvocati Nicola Grani e Matteo Nicoli. La procura avrebbe preferito che la detenzione a casa continuasse, ma ai giudici non è arrivato in tempo un parere scritto dell’accusa, atteso entro due giorni.

Il 21 novembre è fissata la prossima udienza. Quel giorno, inizierà la fase due dell’avventura di questo giovane politico che voleva bruciare tutte le tappe e che invece s’è trovato di fronte il muro dell’indagine sull’appalto da due milioni e 800 mila euro per ristrutturare la Morelli Bugna.

Luigi Grimaldi
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