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25.02.2018

L’affronto a Sorgà: «Noi veniamo da Bonferraro»

Remo Vicentini (a sinistra) e i campanari di Bonferraro
Remo Vicentini (a sinistra) e i campanari di Bonferraro

In tutta l’insolita vicenda della campana «muta» messa in vendita nella trasmissione televisiva di «Portobello» nel 1978, accadde anche un fatto curioso che mise ai ferri corti gli abitanti di Bonferraro (frazione) con quelli di Sorgà (comune capoluogo). In quegli anni il campanilismo (a proposito di campane) era molto «sentito» tra le due comunità. Bonferraro, il centro del comune più popoloso, a male pena digeriva il fatto di essere la frazione di Sorgà, centro più piccolo. Ma tant’è. A questa mal digerita inferiorità ci pensò, forse involontariamente ma non lo si è mai saputo, Remo Vicentini l’unico che a «Portobello» parlò a nome della delegazione dei campanari bonferraresi. Quando il conduttore della trasmissione, Enzo Tortora, gli chiese il paese di provenienza, Vicentini rispose senza esitazione: «Veniamo da Bonferraro, comune della provincia di Verona». Apriti cielo! MENTRE i suoi compaesani, praticamente tutti, che stavano assistendo alla trasmissione saltarono sulla sedia come avessero vinto chissà quale trofeo, altrettanto fecero i sorgaresi ma per il motivo opposto, indignati ed offesi. Per una sera, grazie al campanaro Vicentini, Bonferraro per gli italiani era assurto al rango di Comune. Un affronto che andò scemando con il passare degli anni. Insomma un episodio che, visto con gli occhi del giorno d’oggi, forse fa sorridere, ma 40 anni fa era stato preso molto sul serio. «Addirittura», ricorda ancora oggi la vedova di Remo Vicentini, «per un certo tempo alcuni burloni di Sorgà telefonavano a casa nostra e, per prenderci in giro, chiedevano l’orario di apertura degli uffici del comune di Bonferarro».

L.F.
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