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05.12.2018

Il reparto cambia sede ma conferma la qualità Promosso il «Magalini»

La referente dell’Unicef con una neo mamma al Magalini FOTO PECORA
La referente dell’Unicef con una neo mamma al Magalini FOTO PECORA

La cura del rapporto mamma-bambino in ogni sua fase. È questo lo stile dell’ospedale Magalini di Villafranca, ieri visitato da Elise Chapin, referente nazionale di Unicef che ha certificato la struttura villafranchese, quando ancora si trovava a Bussolengo, come Ospedale amico del bambino. Chapin è venuta per verificare, a trasloco ultimato, se le caratteristiche riconosciute all’Orlandi sono ora presenti al nuovo Magalini. E la risposta è stata più che positiva. «Faccio i complimenti al bellissimo reparto, ma soprattutto per i dati confermati: l’ospedale ha cambiato casa e tutto va avanti. Vuol dire che il personale ha ben compreso il significato profondo del progetto: stare vicino alle famiglie in questo momento unico». Due i perni su cui ruota l’Ospedale amico del bambino: agevolare il parto naturale e l’allattamento della mamma. Ed ecco i dati, illustrati a Chapin dall’ostetrica Arianna Bertoncini, referente della certificazione al Magalini: «A Bussolengo avevamo una percentuale di allattamento esclusivo del 93 per cento, ora siamo attorno all’88-90. La percentuale dei parti cesarei è rimasta attorno al 25 per cento. Mamme e bambini non hanno risentito del trasloco perché le buone pratiche hanno traslocato con noi». «Lavoriamo molto anche per spiegare alle donne, che nel primo parto hanno sostenuto un cesareo, ad affrontare il secondo in modo spontaneo perché non ci sono rischi aggiuntivi», spiega il primario di Ostetricia Marco Torrazzina. I mille giorni che intercorrono da quando una donna apprende di essere incinta ai primi due anni di vita del bambino trovano il supporto dell’intero primo piano del Magalini, dalle stanze per i corsi pre-parto ai reparti di Ostetricia e Patologia neonatale. Da luglio sono nati 266 bambini. Nello stesso piano ci sono anche VillaPed, l’area di gioco per i piccoli ricoverati e il reparto di Patologia neonatale, che accoglie anche prematuri: «Lo stile dell’ospedale è basato essenzialmente sulla relazione tra la mamma e il neonato», spiega il primario Mauro Cinquetti. «E questo permea tutte le attività sanitarie che svolgiamo in ogni ambito. È una modalità di lavoro e di attenzione che poniamo con la gestione mamma-bambino sia in fisiologia, sia nel prestare attenzione ai comportamenti emotivi e alle relazioni tra noi sanitari e i piccoli pazienti e i genitori». Con Chapin c’erano Chiara Bosio ed Elisa Pastorelli, referenti del programma regionale, coordinato dall’Ulss 9, «Ospedali amici del bambino», che in Veneto sono sette (26 in corso di certificazione): il primo a Verona è stato quello di San Bonifacio ed è in arrivo Legnago. «Abbiamo assunto», spiega Bosio, «gli strumenti Unicef come misure di eccellenza per la promozione dell’allattamento al seno spiegato con poster anche nelle stanze delle mamme. Non si vedono, invece, poster pubblicitari. È stato adottato il codice internazionale sui sostituti di latte materno per difendere la mamma: solo se c’è bisogno si prescrivono, ma non si indica la marca».

M.V.A.
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