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04.02.2018

Il Pd attinge dal Villafranchese Due candidati al Parlamento

Al centro Roveroni e Facincani, tra i deputati Pd uscenti Dal Moro, Rotta, D’Arienzo e Zardini FOTO PECORA
Al centro Roveroni e Facincani, tra i deputati Pd uscenti Dal Moro, Rotta, D’Arienzo e Zardini FOTO PECORA

Maria Vittoria Adami Dal Villafranchese verso Roma. Il Partito democratico attinge dal comprensorio schierando tra i suoi candidati alle politiche del 4 marzo Isabella Roveroni, 58 anni, di Villafranca e Maurizio Facincani, 60 anni, di Povegliano. La prima è candidata alla Camera dei deputati per il Pd sia nel sistema uninominale, e quindi unico nome per il collegio di Villafranca, sia nella lista per il sistema proporzionale: il suo è il quarto e ultimo nome in elenco dopo Gianni Dal Moro, Lucia Annibali e Diego Zardini. Roveroni è insegnante di lettere al liceo Enrico Medi e consigliere comunale di minoranza. Si definisce «pugnace», vuole essere un esempio di «soggetto attivo» per le sue studentesse e insegna ai suoi ragazzi a occuparsi della cosa pubblica: «Altrimenti lo farà qualcun altro per loro e magari non bene». Maurizio Facincani, invece, è candidato al Senato per l’uninominale nel collegio Villafranca-Legnago-Lago. Da non confondere con l’omonimo ex sindaco villafranchese, Facincani è stato consigliere comunale e vicesindaco di Povegliano, prima dell’era Bigon, per il centrosinistra. È comandante del corpo di polizia municipale di Negrar dal 2003, dopo oltre vent’ anni di impiego, prima come agente poi come ufficiale dei vigili urbani di Villafranca. I due sono stati presentati ieri al Caffè Fantoni da Paolo Martari, consigliere comunale e provinciale, e dal segretario del Pd locale Stefano Corazzina. Al loro fianco gli onorevoli uscenti Gianni Dal Moro, Alessia Rotta, Vincenzo D’Arienzo e Diego Zardini tutti ricandidati. «Quello dato a me è un voto dato al territorio, sarò la parlamentare di quest’area», ha spiegato Roveroni, ponendo l’accento sul leitmotiv del Pd locale: «Villafranca deve essere la guida del territorio». «La città non ha mai avuto candidati di centrodestra che promuovessero il territorio a Roma e ha subito scelte prese altrove», ha detto Martari. «Chiedo un soprassalto di orgoglio», ha continuato Roveroni. «Villafranca per il centrodestra è stata un feudo di persone che vengono a mietere voti. Se avesse avuto una voce forte a Roma che l’avesse rappresentata non sarebbero ancora aperte questioni come ospedale e Grezzanella. Quest’ultima serve per tutta l’area, anche per Mozzecane e Nogarole Rocca: stanno aprendo realtà notevoli e Villafranca non può non esserci. Per l’Italia occorre invece promuovere lo sviluppo e un welfare che non lasci indietro nessuno». E ci si può arrivare, secondo Facincani cui stanno a cuore l’Europa («Serve più Europa e più integrazione perché i problemi non può affrontarli un piccolo Stato, ma un contesto ampio»), la sicurezza urbana («Per questo metto a disposizione la mia competenza professionale»), il sostegno alle imprese, all’artigianato e alle partite Iva: «Guardo alle aziende vinicole della Valpolicella e penso a cosa accadrebbe se fossero introdotti i dazi. Occorre una visione lunga, si deve creare lavoro, non dare illusioni; servono persone concrete che si occupano degli altri e delle famiglie. Basta slogan. La flat tax? Va a beneficio dei miliardari. Lo Ius soli meritava una risposta diversa dal parlamento». •

Maria Vittoria Adami
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