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05.09.2018

Il palasport chiude in deficit Persi 46.500 euro in un anno

Le tribune del palasport nel giorno dell’inaugurazione con l’ex sindaco Mario Faccioli FOTO PECORA
Le tribune del palasport nel giorno dell’inaugurazione con l’ex sindaco Mario Faccioli FOTO PECORA

Cercasi custode, addetto alle pulizie e alla domotica del palazzetto dello sport. Il Comune di Villafranca ha pubblicato un bando per selezionare le aziende interessate a condurre il servizio di custodia e di pulizia della struttura sportiva di via della Speranza. Le mansioni ora sono affidate alla Miorelli di Mori (Trento), il cui contratto scadrà a settembre. La nuova concessione partirà il primo ottobre e durerà fino al 30 settembre 2020 per un monte ore di 1.800 l’anno. Il gestore sarà individuato con una gara tra le aziende che entro domani alle 12 avranno inviato una manifestazione di interesse al Comune (non si devono presentare offerte economiche, il bando serve per selezionare i soggetti da invitare per la successiva procedura di affidamento del servizio). L’affidatario dovrà occuparsi della pulizia e dell’apertura e chiusura, a orari flessibili, dell’edificio a seconda delle esigenze delle società sportive che ne fanno uso, compresi giorni festivi e sere. Il personale, inoltre, dovrà avere conoscenze informatiche tali da garantire il funzionamento degli impianti di domotica del palazzetto. Il contratto prevede un impegno di spesa per il Comune di 90mila euro per il biennio: per un anno completo le pulizie richiedono 27.500 euro e la gestione 10mila. Non è l’unica macro-voce di spesa che riguarda il palazzetto il cui mantenimento costa all’anno 92mila euro: 37mila appunto per pulizia e custodia e 55mila per le utenze di acqua, luce, riscaldamento e telematiche. Come ogni struttura a servizio pubblico, il palazzetto non ha entrate sufficienti per mantenersi. Conta però su tre voci in grado di ammortizzare un po’ le spese. Nel 2017 ha fatto incassare al Comune 45.500 euro: 25mila dalle società sportive che lo utilizzano, 12.500 dalla concessione del bar (destinata ad aumentare secondo la convenzione) e 8.000 per gli eventi ospitati, tra concerti, spettacoli comici e rassegne sportive. Anche quest’ultima voce potrebbe aumentare man mano che il nome della struttura si afferma: nel 2018 ha ospitato alcune kermesse di danza che hanno calamitato migliaia di persone e a marzo vi ha tenuto uno spettacolo Beppe Grillo. Il saldo tra entrate e uscite è stato dunque negativo: 46.500 euro nel 2017. Ma di più non può fare, il palazzetto, perché è pur sempre una struttura a servizio pubblico: «Per promuovere lo sport in età giovanile, funzione istituzionale del Comune», spiega il sindaco Roberto Dall’Oca che nell’autunno del 2016 da assessore allo sport aveva tagliato il nastro dell’edificio, «l’amministrazione ha fissato delle tariffe orarie agevolate per le società con atleti Under 18. E proprio l’utilizzo Under 18 incide per il 65 per cento del totale». La struttura è usata anche dalle classi delle superiori del polo scolastico di via Magenta. È, dunque, uno spazio per i giovani. Ma non tutti hanno saputo apprezzarlo. Si chiude con un cruccio, infatti, la stagione estiva. Il bar nei fine settimana ha organizzato negli ultimi due mesi delle feste all’aperto. Musica fino a mezzanotte, in un luogo aperto lontano dalle case, dove chiacchierare sotto le stelle al fresco. Invece le serate si sono chiuse tutte con schiamazzi e grida, motorini e auto a tutto gas tra le abitazioni del quartiere fino alle 4 del mattino, nonostante il bar chiudesse molto prima. «Un vero peccato», conclude il sindaco. «È un’occasione sprecata perché i ragazzi avevano a disposizione un luogo ottimo, restando dietro la palazzina non avrebbero disturbato nessuno. Si dava l’opportunità di divertirsi in uno spazio all’aperto, sicuro, senza dover uscire da Villafranca. C’erano tutte le componenti per avere un luogo di aggregazione. Ma è evidente che i giovani non sanno divertirsi con intelligenza». •

Maria Vittoria Adami
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