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04.07.2018

Il giorno del Magalini: dalle ceneri alla rinascita

Roberto Dall’Oca con Luca Zaia, Pietro Girardi e medici davanti alla nuova TacLuca Zaia con Antonio Canini  FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORA
Roberto Dall’Oca con Luca Zaia, Pietro Girardi e medici davanti alla nuova TacLuca Zaia con Antonio Canini FOTOSERVIZIO DI LUIGI PECORA

«Dalle ceneri alla rinascita». Questo il motto sulla targa che ricorda il nuovo Magalini. Ci ha tenuto a sottolinearlo il nuovo sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca, ammettendo: «Per me due emozioni fortissime in pochissimo tempo. L’elezione e ora una ferita che si sana, dopo 15 anni. Ringrazio i sindaci che mi hanno preceduto, Maurizio Facincani e Mario Faccioli, entrambi tra i volontari nel marzo del 2003 per aiutare ad evacuare l’ospedale dopo l’incendio. E ringrazio Graziella Manzato, presidente del comitato dei sindaci del Distretto 4, e Nicola Terilli, nostro delegato al suo interno. Trova risposta sanitaria un bacino d’utenza importante, di 80mila persone». Poco prima, verso le 12.15, aveva preso la parola per avviare la gremitissima cerimonia del taglio del nastro - nell’area del pronto soccorso che da venerdì mattina sarà operativo - il direttore generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi: «Dopo tanti anni, abbiamo il cuore pieno di emozione», aveva detto, «qui ci sono piccole cose significative: l’area di accoglienza per i bambini, l’osservazione breve per gli anziani. Alcuni reparti sono già operativi e sono previsti 187 posti letto». Per poi ricordare come Bussolengo, destinato a diventare struttura specializzata in riabilitazione, arriverà anche l’ospedale di comunità. «E non sarà l’unico: sta aprendo la Pederzoli, anche l’hospice, entro fine anno aprirà anche l’odc di Valeggio». Ad ascoltare, oltre al padrone di casa Dall’Oca, numerosi sindaci del distretto tra cui Graziella Manzato, il sindaco di Verona Federico Sboarina, rappresentanti delle forze dell’ordine e della prefettura, consiglieri regionali, cittadini, tra i religiosi il vescovo Giuseppe Zenti e padre Alessandro, personale medico e sanitario, amministrativi. Quindi la parola passa a Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, arrivato accompagnato dall’assessore Luca Coletto per l’inaugurazione del Magalini a 15 anni dall’incendio. Il suo è un discorso preciso, che parte con un invito: «Vieni qui Antonio Canini, è questo architetto, purtroppo da un giorno in pensione, che ha fatto l’ospedale. Lui del Magalini sa tutto». Poi i numeri: «Qui abbiamo speso quasi 60 milioni di euro: 20 dopo l’emergenza incendio del marzo 2003, 37 per il cantiere, dal 2012 al 2016». Zaia si rivolge anche agli assenti (vedi articolo sotto): «Capisco i mal di pancia, ma la Sanità prevede programmazione. Siamo Regione benchmark, riferimento in fatto di prestazioni per tutta Italia. È merito anche nostro se una donna che si ammala di cancro al seno in Veneto guarisce nel 95% dei casi, quando purtroppo non è così altrove. Dal dopoguerra in Veneto abbiamo chiuso 49 ospedali, oggi ne abbiamo 68. Bisogna capire che la sanità del futuro deospedalizza, riduce i giorni di degenza e di conseguenza i letti, punta sulla tecnologia e sulla specializzazione. Noi in Veneto siamo gli unici ad aver dotato tutti i centri provinciali di chirurgia robotica». Il nuovo Magalini di Villafranca rientra in questa scia di investimenti, mentre l’Orlandi ha comunque una propria vocazione chiara. Zaia conclude: «Dal 2014 la mobilità sanitaria viene riconosciuta. Noi dobbiamo continuare a investire anche perché la nostra attrattività in termini di offerta di prestazioni di qualità porta denaro. Ricordo che il Veneto ha al suo attivo 80 milioni di prestazioni all’anno, due milioni di accessi ai pronto soccorso, conta su 54 mila dipendenti. Investiamo ogni anno in sanità 9 miliardi, 3 milioni e 600mila euro». «Promessa mantenuta», gli fa eco a margine il veronese Coletto, «e non è cosa da poco. Un ospedale per acuti nuovo e moderno come il Magalini, collegato al rilancio del polo riabilitativo all’ Orlandi, consegna a questa zona della provincia una strutturazione sanitaria di elevata specializzazione. È un ospedale strategico per un’area vasta e importante, perché si trova sulla direttrice della Bassa, collegata alla tangenziale di Verona, capace di rispondere alle necessità per acuti di tutto il sudovest veronese». Quindi la benedizione, affidata a monsignor Zenti: «Preferisco parole semplici a difficili concetti teologici», dice il vescovo Giuseppe (come vuole esser chiamato) «che la Madonna aiuti i degenti, i loro familiari, tutti gli operatori, perché questo posto accolga come una famiglia. Buona fortuna!». •

Francesca Mazzola
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