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04.02.2018

I consiglieri di Bussolengo bocciano il declassamento

L’ingresso dell’ospedale Orlandi di Bussolengo
L’ingresso dell’ospedale Orlandi di Bussolengo

Il sì alla riorganizzazione dell’Orlandi di Bussolengo come polo riabilitativo e del Magalini di Villafranca come ospedale per acuti, votata in Quinta commissione sanità regionale giovedì a Venezia anche con il voto di Orietta Salemi del Pd, ha come ricaduta politica locale una dura presa di posizione di Stefano Ceschi, consigliere comunale e provinciale, nonché storico esponente del Partito democratico di Bussolengo. CESCHI E IL PD «Ci hanno tagliato le gambe», spiega Ceschi, «a Venezia, in Quinta Commissione, è stata scritta la parola fine sull’ospedale di Bussolengo: quella che chiamano riorganizzazione è una chiusura mascherata. La cosa che fa più male è vedere che accade per volontà, oltre che degli altri sindaci del Distretto 4 dell’Ulss 9 (area ex Ulss 22) anche del sindaco di Bussolengo, Paola Boscaini, e della consigliera regionale Salemi, eletta anche con i miei voti, che non ha tenuto in considerazione le opinioni di noi cittadini e iscritti, e vota per la chiusura schierandosi con la Lega Nord». Una battaglia, quella di Ceschi, di anni. «Chi mi conosce», continua il consigliere Pd, «sa quanta passione metto in politica e nel cercare di rappresentare i cittadini di Bussolengo nelle istituzioni. Da anni il Pd di Bussolengo si batte in ogni sede per difendere il nostro ospedale più volte sottoposto agli assalti politici a favore della sanità privata. Ecco, tutto questo lavoro va in fumo anche con il voto di un consigliere regionale del mio partito. Il Pd gli ospedali pubblici li difende, non fa di tutto per chiuderli». Questa lettura del voto regionale sembra preludere ad un allontanamento dal Pd. «No, anche se mi rimane una grande amarezza. Ho ancora in mente le parole di un cittadino di Dolcè che mi diceva: ma perché se io faccio un infarto, visto che non ho più ospedali vicini, devo morire?. Difficile rispondere». AMANTIA DELUSO Aggiunge Giovanni Amantia, consigliere di Bussolengo di centro destra: «A Venezia abbiamo avuto l’epilogo di una brutta vicenda per il paese di Bussolengo e per i comuni del Baldo Garda. La gravità di questa decisione la capiremo tutti noi sulla nostra pelle nei prossimi mesi, quando avremo bisogno dei servizi forniti dell’ospedale Orlandi. Questa è una chiusura mascherata. L’ Orlandi aveva bisogno di più persone, più risorse e più macchinari. È l’unica struttura pubblica in tutto il Baldo Garda». IL PRONTO SOCCORSO Andrea Bassi, consigliere regionale bussolenghese di Centro Destra Veneto che si è battuto in Quinta Commissione, in una nota aggiunge alcuni dettagli sul pomeriggio di giovedì. «È stata una lunga discussione registrata nel verbale, con i 47 emendamenti da me presentati e le precisazioni richieste sia al direttore generale Domenico Mantoan, sia all’assessore alla Sanità Luca Coletto», scrive. «Purtroppo i miei emendamenti sono stati bocciati tutti, anche se alcuni sono stati parzialmente ripresi e fatti propri dall’assessore e dalla maggioranza». Il consigliere tiene soprattutto a un punto: «Ho ricevuto dettagliati chiarimenti in particolare, come ribadito dal dottor Mantoan, sul pronto soccorso. Ebbene, renderà servizi e avrà una funzione ben diversa rispetto all’attuale, proprio per la mancanza alle spalle di tutti quei reparti che verranno trasferiti da Bussolengo a Villafranca». «Quello che avevo sostenuto in questi anni, condiviso da qualsiasi esperto di sanità», ribadisce, «è stato confermato dal direttore Mantoan contrariamente, invece, a quanto sostenuto negli scorsi mesi dalla presidente del Comitato dei sindaci, Graziella Manzato, e da tutti i primi cittadini del Distretto 4 dell’Ulss 9, che hanno avallato la proposta di modifica delle schede ospedaliere votata il 18 ottobre 2017». • L.C.

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