Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.
martedì, 18 settembre 2018

Ferito e seminudo sfascia l’hotel di notte

Ottavia Mossenta, comandante della compagnia dei carabinieri, con la cliente che li ha chiamatiLa pattuglia dei carabinieri davanti allo Starhotel airport durante l’irruzione

Una chiazza di sangue rappreso su un mobile all’ingresso, ultima traccia di una notte di follia. «Lavoro nel settore da tempo, ma non credo sia mai successo una cosa del genere in un hotel a Verona. Poi di questi tempi si ha più paura», commenta un impiegato dello Starhotel airport di Villafranca, spugna e sgrassatore in mano per cancellare i segni della surreale avventura. «Sentivamo gridare “Aiuto! Aiuto” e il fracasso di mobili rovesciati e cose che si rompevano», racconta una cliente che ha pernottato la scorsa notte nell’albergo poco distante dall’aeroporto Catullo, dove attorno alle 2 di giovedì si è introdotto un uomo seminudo, confuso, sporco di sangue, gridando e rovesciando qualsiasi cosa gli passasse sottomano. Spaventati i clienti dell’hotel, una ventina chiusi nelle dieci camere della struttura al secondo piano dell’edificio, hanno chiamato il proprietario dell’albergo Gero Vinti e i carabinieri. I militari sono arrivati dopo pochi minuti, con i vigili del fuoco e un’ambulanza. Ed è iniziata una lunga operazione di dissuasione dell’uomo, 33 anni di Monza, che nel frattempo si era barricato in hotel. Dopo circa due ore i carabinieri sono riusciti a entrare in quattro e a bloccare il giovane. L’uomo, sedato, è stato trasportato all’ospedale di Villafranca e ieri mattina trasferito al reparto di psichiatria di Bussolengo dove le analisi tossicologiche diranno se fosse sotto l’effetto di sostanze alteranti, non soffrendo - a un primo sondaggio dei carabinieri - di specifici problemi. Per lui scatterà una denuncia a piede libero per il reato di danneggiamento. Il giovane non era residente nella struttura. Tornava da una vacanza in Grecia ed era atterrato al Catullo con un amico lasciato poi allo scalo. In stato di confusione si è avviato a piedi raggiungendo lo Starhotel che si trova nel centro servizi che dà sulla rotonda davanti al negozio Decathlon a Dossobuono. Ha imboccato il vialetto dell’edificio. Si è spogliato del tutto nel giardino, ha varcato la porta di ingresso del pianterreno ed è salito al secondo piano (al primo c’è una clinica) riuscendo, forse a suon di colpi lanciati a vanvera, a spalancare la porta a vetri dell’hotel bloccata dall’interno e apribile solo con un telecomando. Forse ha forzato talmente da far scattare la porta anti-panico a essa collegata. Forse ha seguito degli inquilini che rientravano. Resta un mistero, perché là dentro si entra solo con appositi telecomandi. Come resta un mistero la causa della ferita alla testa con la quale è arrivato all’hotel. Una volta nella hall è successo il finimondo. Sporco del sangue che sgorgava dalla fronte, l’uomo se l’è presa con il bancone della reception, dove fortunatamente a quell’ora nessuno era di turno. Ha scagliato a terra telefono, stampante, video del computer. Ha tirato colpi a una parete staccando un grosso quadro. Ha iniziato a battere colpi sulle porte delle camere. Poi è passato alla sala della colazione. «Sentivamo cose rompersi. Svuotava contenitori di acqua che è passata sotto la nostra porta. Abbiamo messo degli asciugamani per terra e sentivamo le urla e sedie che cadevano», racconta l’ospite dell’hotel che ha chiamato i carabinieri. «Gridava aiuto. Poi forse ha chiamato il padre, ma non saprei. Ho richiamato i carabinieri che nel frattempo erano già qui sotto. E la loro presenza ci ha rassicurati, li sentivamo mentre cercavano di dissuaderlo in tutti i modi. Sono stati bravi», continua ringraziando di persona il capitano Ottavia Mossenta, comandante della compagnia dei carabinieri di Villafranca, intervenuta ieri notte con altri tre militari. I clienti stanno tutti bene, perché nessuno è uscito dalla stanza. Unico inconveniente: ieri non è stata servita loro la colazione, perché la sala è stata chiusa per essere pulita e disinfettata. Ora possono scherzarci su. «Avremo qualcosa da raccontare», ride una famiglia di spagnoli lasciando l’hotel per tornare a casa. Nessuno di loro ha visto l’uomo. Solo il proprietario dell’esercizio: «Era seminudo e sporco di sangue, confuso», racconta Vinti che ha aperto l’hotel un anno fa. «I clienti mi hanno avvisato che sentivano all’ingresso delle urla di un uomo che stava rompendo tutto. Così sono corso. Per fortuna non è successo loro nulla». •