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01.09.2018

Ex scuole Locchi da abbattere Un comitato vuole difenderle

Il gruppo di abitanti di Dossobuono davanti al vecchio edificio delle ex scuole LocchiL’adificio delle Locchi che il Comune vuole abbattere FOTO PECORAGianni MorandiniMaria MassagrandeAchille Girelli
Il gruppo di abitanti di Dossobuono davanti al vecchio edificio delle ex scuole LocchiL’adificio delle Locchi che il Comune vuole abbattere FOTO PECORAGianni MorandiniMaria MassagrandeAchille Girelli

Cuore del paese, luogo d’identità dove sono passati migliaia di bambini, oggi adulti. Le vecchie scuole elementari Vittorio Locchi di Dossobuono rischiano la demolizione per un nuovo piano di riorganizzazione del centro della frazione villafranchese. E si leva ora l’appello «Non abbattetele!» rivolto all’amministrazione comunale da semplici cittadini e associazioni, dall’Auser al Punto prelievi, incontratisi ieri davanti all’edificio. «È un contesto storico di Dossobuono, se le demoliscono mi incateno», assicura Fiorenzo Nordera, già consigliere comunale negli anni Ottanta e primo, con la sua classe, a frequentare le Locchi inaugurate, su progetto dell’ingegner Ronca, nel 1956. «Le scuole vanno messe a norma, ristrutturate e restituite alla popolazione», continua Nordera che desidera aprire un confronto con il Comune componendo, se dovesse servire, anche un comitato. Tutto è nato dalla delibera di fine luglio che apriva alle manifestazioni di interesse per riqualificare il centro di Dossobuono, passando anche per l’abbattimento delle Locchi e la costruzione di un nuovo edificio, da adibire a residenziale, commerciale e direzionale, nella stessa area, ma a ridosso delle case Fanfani. In cambio il privato dovrebbe consegnare al Comune uno contenitore di mille metri di superficie da utilizzare per necessità pubbliche. Il paese avrebbe anche una nuova piazza, da tempo promessa. «Ma la piazza c’è già», aggiunge il geometra Mario Adami, «perché nel progettare Locchi e chiesa, l’ingegner Ronca aveva pensato anche a questo. Basta eliminare alcune barriere tra sagrato e scuole. Cancellare le Locchi è cancellare la storia di Dossobuono quando oggi gli obiettivi delle amministrazioni sono quelli di coltivare l’identità di un paese. Abbiamo poco patrimonio storico, salvaguardarlo è un valore. Inoltre, si dice che il privato restituisce al pubblico mille metri, ma non dice dove». Il timore è che i servizi, anziché essere mantenuti nella zona centrale del paese, siano spostati oltre le nuove Locchi in un edificio che costruirebbe il privato. I cittadini vogliono, invece, che le vecchie Locchi siano ristrutturate (magari sostenendo la spesa vendendo la delegazione) e siano adibite a centro servizi comunali, con anagrafe, vigili urbani, punto prelievi, punto d’incontro, casa delle associazioni con sala civica e luogo di aggregazione. Quest’ultima, secondo i cittadini, rischia di essere rovinata dal nuovo progetto (che per ora resta un’ipotesi sulla quale, attraverso le manifestazioni di interesse, il Comune vuole sondare ogni possibilità). «L’edificio può essere adibito a centro sociale. Non abbiamo posto per le associazioni, né una sala civica e il punto prelievi ha bisogno di un luogo decoroso», spiega Maria Massagrande. «È un controsenso alienare una superficie centrale in paese», sostiene Achille Girelli. «Va salvaguardata, magari facendo sacrifici. Cedere una zona centrale di tutti a un privato non è giusto. L’aggregazione c’è se è nel cuore del paese. Che facciano costruire altrove i privati». «È l’unico spazio pubblico che rappresenta la storia del paese. Qui sono passati tutti. Fare piccoli centri commerciali non ha senso, con le botteghe che chiudono», sostiene Alberto Adami. «Non vogliamo decisioni calate dall’alto, l’amministrazione venga qui a spiegarci», dice Gelmino Barbi. Si teme anche per il monumento ai caduti che è davanti alle Locchi. Guarda, invece, agli effetti urbanistici e di viabilità del nuovo piano, Il Riccio di Legambiente che ricorda anche, per voce di Gianni Morandini: «In operazioni come queste deve prevalere l’interesse pubblico su quello privato. Non sempre scambi di questo tipo portano al Comune ciò che ci si aspetta». Il Riccio sta elaborando un documento tecnico da presentare entro il 30 settembre come richiesto dall’avviso pubblico delle manifestazioni di interesse. Ne redigeranno uno anche i cittadini e le associazioni locali. •

Maria Vittoria Adami
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