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giovedì, 20 settembre 2018

Ex scuole a rischio demolizione Dibattito acceso all’assemblea

Il gruppo di abitanti davanti all’edificio delle ex scuole FOTO PECORA

Si accende il dibatto a Dossobuono sulle vecchie scuole elementari Vittorio Locchi. L’edificio, nel centro del paese, è oggetto di una riqualificazione che potrebbe comprendere anche il suo abbattimento. Almeno questa è la paura di molti residenti della frazione dopo l’apertura di nuovi scenari a seguito della possibilità di portare in Comune manifestazioni di interesse sull’area. Martedì sera, nella delegazione in viale Europa, un gruppo di cittadini si è incontrato per fare il punto della situazione. Da un lato c’è chi difende a qualsiasi costo l’immobile, chiedendo che in nessun modo venga toccato uno dei pochi edifici storici presenti. Dall’altro però c’è chi prende tempo e pretende che si faccia solamente il bene del paese, ovvero un miglioramento nell’erogazione dei servizi in centro a prescindere dall’abbattimento o meno delle Locchi. Alla riunione c’era anche il consigliere comunale, delegato alle frazioni, Adriano Cordioli che ha portato le istanze dell’amministrazione. Secondo Fiorenzo Nordera, che coordinava l’incontro, l’abbattimento delle vecchie scuole «sarebbe una pugnalata al cuore» e lo dice mentre i presenti raccolgono le firme per costituire un comitato, definito al momento informale, per salvare l’edificio. I toni poi si alzano quando a prendere la parola è Cordioli: «Quella presentata in giunta è solo una richiesta preliminare, niente di vincolante. Sono solo aiuti che verranno dati eventualmente all’amministrazione. Il comitato diventa importante per capire cosa vogliono cittadini». In chiusura, dal pubblico, riferendosi proprio ad Adriano Cordioli, si alza la domanda: «Non è gradito che un privato gestisca questa area, si capisce dalla serata. Ci seguirà in questo senso l’amministrazione?». E il consigliere risponde: «Ho titolo per dirlo, quando sarà il momento faremo presente la volontà dei cittadini. L’area sarà preservata per la comunità e eventualmente metteremo a disposizione dei privati altre zone». A tirare le file del discorso ci pensa Mario Adami, uno dei promotori della riunione, chiarendo come il 20 luglio scorso l’amministrazione abbia fatto «un po’ a sorpresa» la delibera in cui si parla delle manifestazioni di interesse per l’area del centro urbano. Il timore, infatti, è che la zona venga presa in mano da privati e traslocati i servizi essenziali del paese. «I servizi non possono essere dislocati fuori dal centro e l’edificio non deve essere raso al suolo. Si può ristrutturarlo perché lì c’è una superficie molto grande da sfruttare», spiega. E aggiunge: «Pensare di avere al posto della piazza tutto quello che si vorrebbe costruire ricorda le periferie delle grandi città», riferendosi alla possibilità che la zona venga adibita ad area residenziale, commerciale e direzionale. Non mancano però posizioni contrastanti. Ezio Tomelleri, del circolo il Riccio, ribatte: «Bisogna capire quali servizi verrebbero messi in piazza con la riqualificazione, indipendentemente dalla presenza dell’edificio o meno. E poi non deve essere sottovalutata la questione della viabilità». Già all’inizio dell’incontro Nordera aveva precisato: «Non abbiamo nessun colore politico. Siamo cittadini che sentono la necessità di esprimersi». I tempi però sono stretti. Il termine ultimo per presentare proposte e documenti tecnici scade il 30 settembre. Per questo è importante, spiegano gli organizzatori, che cittadini e associazioni si uniscano. «La delibera di giunta», prosegue poi Cordioli, «serve per sentire se ci sono proposte del territorio, fornendo indicazioni ed eventuali progetti. Non c’è scritto da nessuna parte che le scuole verranno demolite». Ciò che più ha colpito gli abitanti di Dossobuono sono state però le modalità con cui sono venuti a conoscenza dei progetti dell’amministrazione, accusando il municipio di aver messo i cittadini della frazione davanti al fatto compiuto. L’altra organizzatrice della serata, Nives Zampieri, ribatte: «Perché invece di fare una delibera non avete fatto prima un’assemblea pubblica?». È ancora una volta Adami a tessere le conclusioni elencando quali sono i servizi di cui il paese ha bisogno: una nuova delegazione comunale, l’ampliamento della sede dei vigili, centro prelievi e biblioteca più spaziosi, alcune aule per le associazioni, una sala civica decente e la realizzazione di un poliambulatorio. Una nuova riunione, tra cittadini e amministrazione, è stata promessa dal consigliere Cordioli all’inizio della prossima settimana. •