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09.08.2018

Derubato mentre non è a casa scopre il nuovo trucco dei ladri

Cassetto aperto durante il furtoLa fascetta trasparente lasciata dai ladri nella porta
Cassetto aperto durante il furtoLa fascetta trasparente lasciata dai ladri nella porta

Una fascetta di plastica trasparente, quasi invisibile, infilata nella porta per capire se una persona torna a casa la notte. E, in caso contrario, fargli visita e svaligiarle l’abitazione. È l’espediente messo in atto dai ladri che si sono introdotti in un condominio di via Tione, all’angolo con via Broli Antichi, passando a setaccio due appartamenti. Uno di questi è quello dell’ex consigliere comunale Catalin Mustatea, 38 anni, assicuratore, sposato con due figlie in età scolare. Venerdì aveva portato la famiglia a Predazzo per un fine settimana al fresco in montagna. Ma quando è tornato a casa domenica, attorno alle 20, ha trovato l’amara sorpresa. Qualcuno si era introdotto in casa sua aprendo e svuotando cassetti e mobili e rubando valori per tremila euro circa: soprattutto collanine, orecchini e braccialetti delle figlie, regali di battesimo e della prima comunione. La porta blindata era chiusa. La moglie è stata la prima a entrare e a trovare tutto sottosopra. Dietro le piccole che si sono spaventate e hanno pianto. Mustatea ha cercato allora di capire da dove fossero entrati i ladri, perché le finestre erano intatte e non c’erano segni di effrazione. «I carabinieri mi hanno spiegato che le porte blindate sono facili da aprire, senza manometterle», racconta l’ex consigliere che ha iniziato a guardarsi intorno per cercare qualche indizio. «Sono un osservatore e mi sono accorto che per terra, sulla soglia d’ingresso, c’era una fascetta trasparente. Ho guardato allora dal vicino, visitato dai ladri, e c’era anche lì. In un’altra abitazione era ancora infilata nella porta che non era ancora stata aperta: è un modo per capire se qualcuno torna a casa o meno», spiega Mustatea. «Se rimane infilata nella porta significa che nessuno è entrato. Se invece cade, vuol dire che è passato qualcuno e che quindi chi vi abita non è in vacanza». Domenica sera davanti agli occhi atterriti della famiglia c’erano cassetti, beauty case e scatole ovunque. Tutti meticolosamente aperti e svuotati. Prodotti e contenitori del mobile del bagno riversi nel lavandino. I ladri hanno avuto il tempo di fare anche una cernita, lasciando la bigiotteria senza valore. Tutte aperte le scatole porta gioielli, invece, cercate in ogni dove, sul fondo di armadietti e comodini, anche tra i giochi e i libri delle bambine. Amareggiato e preoccupato Mustatea ha sporto denuncia ai carabinieri di Villafranca, la cui caserma è poco distante. Ha poi guardato i video delle telecamere di sorveglianza del laboratorio di sartoria che sta al pianterreno: «Si vede una persona arrivare attorno alle 23 di sabato. Alcuni condomini dicono di aver visto qualcuno aggirarsi quella sera». L’ex consigliere fa poi un appello a tutti i cittadini perché controllino le porte di casa loro. «Sapere che qualcuno ti è entrato in casa fa paura. Non oso pensare cosa poteva accadere se fossimo arrivati in quel momento. Le mie figlie e mia moglie sono molto spaventate. E ti spiazza sapere che una porta blindata sia semplice da aprire. Abbiamo sempre temuto che potessero entrare ladri dal balcone, ma mai dall’ingresso in un condominio». Mustatea si è già attrezzato con un sistema di allarme, ma lancia anche una proposta: «Si potrebbe costituire un’associazione di volontari che a turno girino per il condominio e l’area attorno, tra i parcheggi e i porticati. Magari due ore per ciascuno. Almeno per il mese di agosto e di dicembre, quando le famiglie vanno in ferie». E conclude: «Potrebbero farvi parte quelli che come me hanno subito un furto e sanno cosa significa, ma si potrebbe anche coinvolgere i richiedenti asilo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.V.A.
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