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13.08.2017

Caseificio e frutteto alleati
per battere la crisi delle pesche

Nel punto vendita del caseificio anche le pesche a chilometro zero  FOTO PECORA
Nel punto vendita del caseificio anche le pesche a chilometro zero FOTO PECORA

Tedeschi, austriaci, svedesi, statunitensi, svizzeri. Arrivano a visitare i luoghi di produzione di vini, formaggi e frutta del villafranchese. Le aziende locali cercano il modo per valorizzare i prodotti e si aggregano tra loro. La difficile situazione del mercato delle pesche, ad esempio, ha spinto amministratori locali e produttori a dare vita all’iniziativa «La pesca a tavola». Questa ha come principale obiettivo la promozione e la vendita di pesche sul territorio veronese, sfruttando soprattutto le località turisticamente più attive. Ad oggi hanno aderito Bussolengo, Pescantina, Sommacampagna, Sona, Valeggio, Castelnuovo e Villafranca. «Le aziende che fanno vendita fuori dai loro spazi ordinari, grazie a questa iniziativa, sono soddisfatte. C’è chi vende nei paesi del lago e chi nei campeggi, ad esempio. Questo serve ad aprire il mercato», ha precisato Adriano Cordioli, consigliere delegato all’agricoltura a Villafranca, durante una delle visite al caseificio San Girolamo di Rosegaferro.

Il proprietario del caseificio, Giampaolo Cordioli, ha deciso con Bruno Garagna, coltivatore di pesche, di unire le attività. I visitatori, terminato il percorso, possono, oltre che comprare formaggi, anche acquistare pesche a chilometro zero. «Tre anni fa, collaborando con una agenzia di Castelnuovo che indirizza studenti danesi sul territorio, sono iniziate le prime visite», spiega. «Poi sono stato contattato da un’altra agenzia di Riva del Garda che lavora con la Germania. Tutti gli appuntamenti sono organizzati da diverso tempo». «A gennaio», prosegue, «mi hanno mandato il programma e siamo già pieni fino a dicembre».

«Vengono un migliaio di persone all’anno, oltre che tantissime scolaresche», continua Giampaolo Cordioli. «Qualche anno fa era venuto in visita un gruppo di tedeschi, alcuni di questi sono tornati da soli poco tempo dopo e adesso spediamo i nostri prodotti direttamente là; ma abbiamo avuto anche studenti statunitensi interessati alla dieta mediterranea», conclude.

L’azienda di Bruno Garagna si è aperta alla vendita diretta per necessità, dopo che il mercato delle pesche si è notevolmente ridimensionato. «La pesca a tavola ci sta aiutando, ma bisognerebbe fare ancora qualcosa in più: vorremmo essere più a contatto con le persone. Ora stiamo collaborando con un campeggio della zona del lago e partecipiamo al mercato del mercoledì a Villafranca. Vorremmo dei punti sul lago (dove il prezzo di vendita al chilo è più alto, circa due euro), e in città dove poter vendere la nostra frutta», precisa. Queste iniziative danno la possibilità di ampliare il mercato. Garagna spiega: «Una domenica fa hanno suonato il campanello di casa due francesi che volevano raccogliere personalmente le pesche dagli alberi, dopo essere stati al caseificio. Si sono messi i miei stivali, hanno iniziato la loro raccolta e le hanno acquistate».

Il pullman di turisti svedesi, arrivato lunedì mattina al caseificio nella piccola frazione villafranchese, ha fatto scendere una quindicina di persone. Mary e Jan Bryng, marito e moglie, dopo aver acquistato formaggio, avvicinandosi al banco delle pesche hanno detto: «Da noi, a Goteborg costano quasi 4 euro al chilo. Sono più piccole e molto meno saporite». Alla mattinata, sempre per esporre i prodotti locali era presente il produttore di vino Matteo Cordioli e c’era la possibilità di acquistare le sfogliatine di Villafranca di Molinari. A margine, Giandomenico Franchini, assessore alle politiche economiche di Villafranca, ha detto a proposito delle pesche: «Al momento il mercato non ha un direttore. Stiamo valutando la situazione anche alla luce di alcune leggi da poco entrate in vigore che obbligano a dismettere le partecipate che non rispettano determinati parametri, che nemmeno noi abbiamo. Faremo il punto della situazione subito dopo ferragosto».N.V.

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