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09.02.2018

Bimbo di Povegliano
scrive al Presidente,
lui risponde a penna

Matteo con la lettera di Mattarella (foto Pecora)
Matteo con la lettera di Mattarella (foto Pecora)

Matteo scrive, Sergio Mattarella risponde. È arrivata martedì mattina la lettera del presidente della Repubblica che replica a quella inviata poco prima di Natale da Matteo Ronca, un bambino di 10 anni di Povegliano. «Ero certo che mi avrebbe risposto, anche se sapevo che aveva tante cose da fare», racconta sicuro Matteo. Il giovanissimo alunno di 5C della scuola primaria Anna Frank, dietro gli occhiali ha uno sguardo attento e veloce e l’anima volta verso gli altri. «Ha sempre a cuore gli altri bambini. Li aiuta e si preoccupa per loro», spiega la mamma Barbara Frisinghelli. Matteo vede spesso alla televisione richieste d’aiuto e raccolte fondi per le persone meno fortunate. In famiglia lo spirito altruista è spiccato e il giovane scrittore ha sempre respirato questo clima. «Voleva raccontare al presidente i suoi pensieri. Ho provato a farlo desistere, avevo paura che la lettera andasse a vuoto. Non c’è stato niente da fare», puntualizza la mamma.

 

La lettera è stata spedita dall’indirizzo della scuola di Povegliano il 20 dicembre scorso. «Mi sono fatta aiutare dalle maestre, ma non avrei mai pensato che mio figlio ricevesse una risposta da Mattarella», sottolinea. E invece la bella notizia è arrivata. Poco prima del suono dell’ultima campanella, quando tutti i bambini stanno per indossare le giacche e i genitori sono davanti al cancello d’entrata ad aspettare i propri figli, in portineria è arrivata la lettera. Una collaboratrice scolastica è entrata in 5C sventolando una busta proveniente direttamente dal cuore di Roma e l’ha consegnata all’insegnante. I compagni di Matteo, che stavano già uscendo dall’aula, sono tornati ai propri posti, si sono seduti sulle loro sedie per leggere tutti insieme la risposta della più alta carica istituzionale del Paese. Il bambino, oltre ad essere un amante della natura, delle costruzioni Lego, ma soprattutto dei dinosauri, con le sue parole si rivolge a chi è meno fortunato di lui. Nella lettera, preparata insieme alla mamma, infatti dice: «Caro signor Presidente, le scrivo per chiederle una cosa per me molto importante: vorrei tanto che lei facesse un appello a tutti gli italiani affinché siano più generosi nei confronti di chi ha più bisogno. Un’adozione a distanza permette di aiutare un bambino a studiare, mangiare e vestirsi». E poi: «Nelle nostre città c’è bisogno. Quando non usiamo più dei vestiti, delle coperte, delle scarpe, invece di buttarle sarebbe bello che le persone avessero l’abitudine di donarle a chi non ha possibilità. Non è necessario essere “ricchi” per fare queste cose, ma ci rendono ricchi dentro e quasi tutti possono permetterselo». La richiesta di Matteo si conclude così: «Vorrei tanto che lei dicesse agli italiani di riflettere e di pensare anche a chi ha veramente bisogno. Buon Natale».

 

Queste parole non sono passate inosservate al Quirinale. «Martedì mattina, quando sono arrivata davanti a scuola ho visto una maestra di Matteo con un foglio in mano: pensavo fosse una verifica», dice sorridendo Frisinghelli. «Quando poi ho capito di cosa si trattava ero contentissima per mio figlio». Rincara Matteo col sorriso sulle labbra:«“Appena la maestra ha detto che era la risposta del presidente della Repubblica sono scoppiato di felicità, anche se ho fatto fatica a capire la calligrafia». Sergio Mattarella, di suo pugno, scrive: «Caro Matteo, ti ringrazio per la tua lettera e condivido le tue considerazioni: essere ricchi dentro significa aiutare gli altri. Ti invio tanti auguri e un saluto affettuoso». La lettera verrà incorniciata e troverà spazio in una posizione di riguardo sul muro di casa del piccolo, ma grande, Matteo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nicolò Vincenzi
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