CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

03.02.2018

Aumento di paga ai ricercatori Il mediatore svela il retroscena

Il ministro dell’Istruzione Valeria FedeliMario Murari, il dottorando in fisica di Villafranca
Il ministro dell’Istruzione Valeria FedeliMario Murari, il dottorando in fisica di Villafranca

Nicolò Vincenzi Più soldi per i dottorati di ricerca. Il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli, lo scorso 26 gennaio, ha firmato il decreto che garantisce 1.132 euro (minimi) netti al mese, rispetto ai 1.006 di prima, per chi fa ricerca all’interno dell’università. Al lungo percorso che si è concluso con un aumento dell’importo annuo della borsa per la frequenza ai corsi di dottorato, da 13.638 euro a 15.343, ha contribuito anche il 26enne Mario Murari. Villafranchese, attualmente è un dottorando in fisica del Politecnico di Milano, oltre ad essere il rappresentante dei dottorandi del politecnico stesso. «Un aumento necessario per il rilancio dell’Italia che, se vuole aumentare la sua competitività a livello internazionale, deve puntare sui giovani di talento che possiede. È una cifra importante, ma ancor di più lo è il messaggio che si lancia e la scelta di voler investire sul merito», precisa Murari. La novità, quindi, inserita nell’ultima legge di stabilità, riguarda chi frequenta i corsi di ricerca post laurea che vedrà aumentare sin da subito i propri introiti di, almeno, 125 euro al mese. L’ultimo scatto in questo senso risaliva al 2008. La strada necessaria per arrivare all’approvazione parte da lontano e vede Murari protagonista. Mesi fa, infatti, collaborando con il collega d’università Giulio Formenti, è stata lanciata una petizione online raccogliendo migliaia di firme per proporre l’aumento. Tanti sono stati i passaggi e le personalità politiche incontrate. Negli ultimi tempi si sono dedicati soprattutto alla creazione di una concertazione tra il ministero dell’Istruzione, la Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane) e i dottorandi. I momenti cardine per raggiungere il risultato sono stati due: la sottoscrizione da parte di 55 eurodeputati della petizione e la conferenza alla Camera dei deputati dove sono state consegnate le tantissime firme racimolate. L’ultimo incontro è del 12 gennaio scorso, a Napoli, con il rettore dell’università Federico II e il presidente della Crui Gaetano Manfredi. In quell’occasione Murari era uno dei relatori di giornata: «Durante il convegno ho discusso del legame troppo debole che unisce il mondo dell’università e della ricerca con quello produttivo. Il prossimo impegno è quello di ottenere un contributo per cercare di rafforzare questa sinergia che può permettere un incremento significativo della competitività delle nostre aziende. La realtà italiana, composta da imprese di media e piccola dimensione, non sempre consente di avere un proprio settore di ricerca e sviluppo. La collaborazione con l’università potrebbe limitare i costi e permetterebbe alle imprese di migliorarsi e ampliare le proprie opportunità». La firma, arrivata a qualche giorno fa, è il colpo di coda dell’attuale governo. Il ministro Fedeli ha approvato il decreto il 26 gennaio e proprio con lei Murari ha avuto modo di confrontarsi, spiegando le ragioni dell’importanza di un aumento e della necessità di investire sui dottorandi. «Durante l’incontro con la ministra ho cercato di trasmetterle la grande passione che io ed i miei colleghi abbiamo per il nostro lavoro. Una passione che ci sostiene quotidianamente nello spingere un po’ oltre i confini della conoscenza permettendo alla nostra società di progredire. Fedeli si è mostrata interessata e vedendo l’evolversi degli eventi penso che abbia preso a cuore la situazione dei dottorandi italiani”. L’impegno attivo del villafranchese è iniziato già mentre frequentava il liceo scientifico di Villafranca Enrico Medi, come rappresentante d’istituto. Il suo percorso di studi lo ha portato prima al Politecnico di Milano, dove si è laureato in ingegneria fisica, e successivamente a quello di Torino. Oggi il suo lavoro è dedicato allo studio del comportamento di nuovi materiali utilizzando fasci laser pulsanti. «L’obiettivo futuro è di stringere i legami con le realtà produttive italiane. Per le imprese, date le sfide tecnologiche che si prospettano in futuro, saper di poter contare su giovani altamente specializzati può fare la differenza in positivo», prosegue il rappresentante. Inoltre, in cantiere c’è anche la realizzazione di un comitato che si propone di rilanciare il ruolo dei dottori di ricerca nella società italiana. Un’altra proposta che sta coinvolgendo diverse università italiane riguarda l’istituzione di una borsa di studio intitolata a Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso due anni fa al Cairo, in Egitto. L’idea ha già trovato il consenso di diversi atenei. •

Nicolò Vincenzi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1