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15.01.2019

Aiuto ai genitori in affanno

I genitori faticano ad assumere il loro ruolo di adulti e di condurre i figli dando loro regole. Il segnale arriva dagli ambienti scolastici e il Comune ha deciso di rispondere a questa emergenza offrendo uno spazio a mamme e papà alle prese con i loro bambini. È l’iniziativa «Essere genitori, un’arte imperfetta» che si svolgerà al Centro Anck’io municipale di via Marconi. Sono previste quattro serate, alle 20.45, ripetute due volte, in cui i genitori potranno confrontarsi tra loro con l’aiuto della pedagogista Cinzia Marostegan. Il 23 gennaio e il 6 febbraio ci si occuperà dei piccoli tra i 3 e i 6 anni con l’incontro «Faccio quello che voglio io». Il 20 febbraio e il 6 marzo seguirà «Nessuno mi può giudicare nemmeno tu» per i genitori con figli tra i 6 e i 9 anni. Per la fascia d’età 9-12 anni il 20 marzo e il 3 aprile ci sarà l’incontro «Non sono come tu mi vuoi». Infine il 10 e il 17 aprile «Scontri necessari e incontri possibili» per i genitori con figli dai 12 anni in su. «Insicurezze di mamme e papà sono sempre più evidenti. Abbiamo voluto riprendere un progetto di vent’anni fa, Reinventiamoci, nato dalla collaborazione tra Comune e genitori, per offrire occasione di confronto su questi temi», spiega l’assessore al sociale Nicola Terilli. «Il messaggio che vogliamo veicolare a madri e padri è che se sono imperfetti, va bene così», spiega Marostegan. «I genitori vanno in crisi davanti a una difficoltà segnalata magari da un’insegnante. Si mettono in discussione e si sentono soli e vulnerabili, maturano sentimenti di impotenza, fallimento e fatica. In questo processo non colgono, invece, il potenziale creativo che possono mettere in relazione con i loro figli. E vogliamo risvegliare proprio questo». Tra le problematiche più comuni per i genitori ci sono i confini da porre a cellulare e internet, l’autonomia reclamata, l’adolescenza che arriva presto e finisce tardi, la messa in discussione dell’autorità e la relazione tra coetanei che oggi si gioca su altri canali. Gli obiettivi degli incontri, a numero chiuso di massimo 20 persone, sono quelli di agevolare un confronto tra adulti che scoprano di non essere gli unici ad affrontare questi problemi. «Puntiamo a tre momenti: normalizzare le fatiche e le difficoltà, così il genitore di apre; alleviare la solitudine educativa, perché qui gli adulti si confrontano con altri con le stesse problematiche; aiutare loro a essere l’un per l’altro un sostegno reciproco», conclude Marostegan. «È difficile fare i conti con la nostra imperfezione. I genitori oggi sono molto informati e questo comporta il rischio di pretendere di essere perfetti». Informazioni a educatrici@comune.villafranca.vr.it. •

M.V.A.
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