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04.09.2018

Addio ai divieti dell’ex sindaco Il nuovo ribalta tutti i progetti

Il prato del castello con un cartello dei divieti FOTO PECORAUna sala del museo di palazzo Bottagisio
Il prato del castello con un cartello dei divieti FOTO PECORAUna sala del museo di palazzo Bottagisio

Quando il gatto non c’è i topi ballano verrebbe da dire guardando i lavori sul ponte di via Nino Bixio a Villafranca. In questi giorni è stata tolta la cuspide in rilievo che da un paio d’anni dirigeva il traffico in direzioni obbligate impedendo l’attraversamento della città da Est a Ovest, costringendo a lunghi giri i cittadini diretti a casa e intasando di traffico la strada. A nulla erano valse le proteste dei residenti, le proposte della minoranza e qualche timido suggerimento della maggioranza. L’allora sindaco Mario Faccioli non si era mosso di un centimetro dalla sua decisione, salvo approvare in extremis un primo progetto. Ma con il nuovo corso della giunta Dall’Oca il crocicchio è stato rimosso e lì sarà fatta una rotatoria per 288mila euro che aprirà l’incrocio a tutte le direzioni. Denaro buttato, si penserà guardando a quello speso per la cuspide che aveva poco più di due anni. E non sarà l’unico. Perché di decisioni prese in controcorrente rispetto ai diktat di Faccioli ce ne sono parecchie sul piatto: c’è l’operazione (quasi catartica) di eliminare anche l’ultima porzione di autobloccanti dalla via centrale di Rosegaferro, paese dove risiede Faccioli e dove erano stati spesi oltre centomila euro per una pavimentazione rivelatasi subito un errore e tenuta lì a suon di manutenzioni. Ora sarà sostituita con il porfido. C’è anche l’ipotesi di rivalutare il cambiamento di senso unico in via Pace dalla rotonda di via Bixio all’incrocio su via Prina, rimuovendo i manufatti spartitraffico fissi e lastricati di sampietrini. Altro muro su cui sembrava impossibile far breccia prima. Ma questo si farà solo se non sarà sufficiente l’altra misura annunciata all’improvviso: lo spostamento della fermata dei pullman dell’Atv di qualche decina di metri rispetto all’attuale che è alla rotatoria di via Bixio. Qui da un paio d’anni i cittadini, sempre invano, facevano presente che nelle ore di punta di discesa e salita degli studenti era il caos: tuttora i pullman creano un tappo che allunga le code sul viale e impedisce ai residenti di entrare in casa perché gli studenti affollano i marciapiedi e l’incrocio. Ma dal 12 settembre la musica cambierà con la nuova fermata. L’elenco dei cambiamenti di rotta radicali rispetto a quelli presi da Faccioli non è finito. Il nuovo sindaco Roberto Dall’Oca ha promesso di condurre la città nel solco della precedente amministrazione, ma in modo diverso. Cominciando dall’apertura del castello. Il mastio scaligero per la verità è ancora chiuso ma ci sono due iniziative clamorose: la consegna alle associazioni sportive per la Notte bianca del giardino interno, curato con dedizione e di persona da Faccioli e frutto proibito per la cittadinanza; e l’idea di consentire in tempi brevi ai villafranchesi e ai turisti di salire sulla torre centrale ad ammirare il panorama. L’idea - si dirà - era di Faccioli, ma è rimasta nel cassetto per 10 anni, nonostante (o forse per questo) un golpe di alcuni consiglieri di maggioranza che qualche anno fa si erano recati in visita al manufatto per capire se davvero fosse una missione impossibile aprirlo. Ora la cosa sembra fattibile in termini di sicurezza e di denaro. E ancora, i lavori per i parcheggi a servizio dell’ospedale annunciati per oltre un anno e mai aperti, sono partiti fuori tempo massimo (a Magalini aperto) ma in quattro e quattr’otto. Così è accaduto anche per il distaccamento dei vigili del fuoco alla Lamacart. Nel limbo per un paio d’anni, tra luglio e agosto il Comune ha approvato la variante di destinazione d’uso, verificato l’agibilità, aperto le utenze e firmato la convenzione. Via libera anche ai controlli serrati sulla raccolta differenziata, minacciati per anni. Ora l’amministrazione ha annunciato, applicandola a suon di multe e verifiche, la tolleranza zero. Per non parlare della mossa pro Grezzanella. Politica degli annunci? Ce lo dirà la torre del castello. Perché per ora i turisti continuano a fotografarsi davanti al mastio scaligero sprangato. •

Maria Vittoria Adami
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