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04.03.2018

A fuoco tetto in corso Garibaldi Evacuati residenti di 16 alloggi

Nella foto dei vigili del fuoco, l’intervento dei pompieri durato un paio d’ore in corso Garibaldi
Nella foto dei vigili del fuoco, l’intervento dei pompieri durato un paio d’ore in corso Garibaldi

La facciata intatta e l’androne pulito. Qualche segno sul muro bianco di una mano sporca di fuliggine. Nulla più. Solo salendo le scale fino al quarto piano si iniziava a sentire un po’di odore di fumo, attenuato da una finestra aperta sul pianerottolo, ma che si faceva più acre compiendo l'ultima rampa che porta al sottotetto. «È venuto da lì, ci sono delle specie di cantine», indicava ieri mattina un residente del condominio uscendo da casa sua, la più vicina al fuoco che ieri mattina all’alba si è mangiato un pezzo del tetto di un palazzo in corso Garibaldi, in centro: un edificio di 16 alloggi quasi di fronte al municipio, a pochi passi da piazza Giovanni XXIII. La neve sui comignoli e le temperature basse han fatto da cornice, quasi per ossimoro, alle fiamme propagatesi attorno alle 4 dal sottotetto dove per fortuna non ci sono appartamenti ma una sorta di soffitta suddivisa in piccoli stanzini chiusi da una porta, uno per ciascuno dei 16 alloggi del condominio. L’incendio, spento dai vigili del fuoco di Verona, si è sviluppato da una di queste stanzette rischiando di propagarsi al resto della struttura. Ma i pompieri, giunti con due squadre, sono riusciti a spegnere le fiamme intervenendo sia dall’interno sia dall’alto, con l'aiuto di un'autoscala. La palazzina, nel frattempo, è stata evacuata e i condomini, tra cui donne e bambini, hanno potuto farvi rientro al termine dell’intervento durato circa due ore. «Io ero al lavoro. Mia moglie era in casa con i miei due figli piccoli, si è spaventata molto», conclude il residente. «Li hanno fatti scendere fuori. Poi sono rientrati. Stanno bene». «Non ci sono stati intossicati né feriti. Il fuoco ha bruciato il commutatore dell’antenna centralizzata televisiva e l’impianto della luce delle scale che sono stati ripristinati. Gli appartamenti sono tutti agibili», spiega l’amministratore del condominio Eros Facincani. Nel sottotetto i condomini conservano scatoloni, oggetti, c'è anche qualche sanitario, ma Facincani esclude ci siano elettrodomestici. Per i carabinieri, la causa dell’incendio è riconducibile ad un corto circuito e non ci sono indagini in corso. I danni sono rimasti circoscritti a una porzione di tetto. Tanto che Giglia Polato, come sempre, è arrivata nel suo negozio di abbigliamento, situato al pianterreno del palazzo, e, ignara, ha aperto i battenti: «Nessuno ci ha avvisato. E io qui ho un negozio!», è sbottata. «Sono venuta a saperlo per caso. Oggi la televisione non funziona, ma la questione è che nessuno ci ha avvertiti di quanto era successo». Neppure il primo cittadino, Mario Faccioli, ne era al corrente: «Lo apprendo ora», ha detto ieri alla nostra richiesta sulla salute dei cittadini coinvolti. •

Maria Vittoria Adami
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