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25.01.2018

Usò collari anti abbaio Padrone condannato

Un esemplare di Setter, come i due cani del padrone di Vigasio condannato in Cassazione
Un esemplare di Setter, come i due cani del padrone di Vigasio condannato in Cassazione

È stata confermata dalla Cassazione la multa di 800 euro per maltrattamento nei confronti di due cani da caccia setter, a carico del proprietario dei due quattrozampe ai quali Andrea D., trentacinquenne residente a Vigasio, aveva messo un collare antiabbaio «per evitare che disturbassero i vicini». Senza successo, l’imputato ha fatto ricorso alla Suprema Corte - contro la sentenza emessa dal Tribunale di Verona nel 2014 - sostenendo che i cani erano comunque stati trovati in salute dai vigili urbani che erano intervenuti in soccorso dei due animali, e senza lesioni, e che non è provato che il collare antiabbaio «abbia recato sofferenze» ai suoi setter. I giudi di Cassazioni, con la sentenza 3290, gli hanno risposto che utilizzare il collare antiabbaio integra il reato di maltrattamenti «in quanto concretizza una forma di addestramento fondata esclusivamente su uno stimolo doloroso tale da incidere sensibilmente sull’integrità psicofisica dell’animale». Non ci sono dubbi che i cani siano stati maltrattati e «mobbizzati» tramite il collare «elettrico» - osserva la Cassazione - dal momento che erano stati trovati dai vigili all’interno di un recinto, vicino a un capannone, e «muniti di collare antiabbaio funzionante dal momento che all’avvicinarsi delle guardie gli stessi non avevano abbaiato», un testimone inoltre aveva detto che i due poveri setter indossavano quello strumento di «tortura» «permanentemente». L’imputato è stato anche condannato a versare duemila euro alla Cassa delle ammende. L’episodio era stato segnalato dalla Lav e il giudice penale monocratico del Tribunale di Verona, Pasquale Ladogana ha ritenuto che il padrone abbia adottato la soluzione più immediata, senza preoccuparsi delle conseguenze che avrebbe avuto sui due cani Setter. Così ha condannato Andrea D., per aver applicato a due cani Setter di sua proprietà, rinchiusi in un recinto nei pressi di un capannone, collari antiabbaio «aventi la caratteristica», si legge nel capo d’imputazione, «di emanare scosse elettriche di intensità pari a 1.440 Hz all’abbaiare del cane, cagionando dolore e sofferenza». La presenza dei due cani con i collari era stata segnalata alla Lav nell’agosto 2009 e l’associazione aveva presentato un esposto al Corpo forestale dello Stato, che sequestrò i due Setter. La prima udienza nel luglio 2011, con la Lav che nel procedimento si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Emanuela Pasetto. La sentenza, emessa il 3 giugno 2014, e depositata a fine marzo 2016, chiarisce i motivi per cui l’imputato è stato condannato - concesse le attenuanti generiche - alla pena di 800 euro di ammenda oltre alle spese di procedimento e al risarcimento di 2.000 euro alla Lav. Il giudice ha rilevato che l’imputato «anzichè comprendere la reazione dei cani e trovare una soluzione d’emergenza» li ha allontanati dalla casa in cui vivevano e rinchiusi in un capannone, dove abbaiavano continuamente e disturbavano i vicini. «Il padrone», scrive il giudice, «ha preferito una soluzione di comodo e sbrigativa quale l’uso dei collari elettrici, ben sapendo il funzionamento e gli effetti degli stessi sui cani». •

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