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11.01.2018

Un’unica Combriccola prepara il carro di carnevale di Isolalta

Il carro di carnevale di Isolalta in fase di allestimentoIl primo piano di uno dei personaggi del carro
Il carro di carnevale di Isolalta in fase di allestimentoIl primo piano di uno dei personaggi del carro

Valerio Locatelli Sono 75, tutti giovani di età compresa fra i 16 e i 35 anni, i componenti della Combriccola col baraonda, il nuovo sodalizio nato dall’unione di due gruppi già molto noti del carnevale veronese: quello di Isolalta, frazione di Vigasio, e di Belvedere nel comune di Roverbella, Mantova. «La nuova associazione», spiega il presidente Matteo Zardini di Isolalta, «quest’anno propone il suo primo carro allegorico con un tema alquanto azzeccato visti i tempi che corrono: “In questo mondo di ladri”. Già dagli inizi del carnevale 2017 sia il gruppo Baraonda Isolalta, sia la Combriccola di Belvedere, si trovarono per caso a sfilare uno dietro l’altro in molti comuni della provincia e la sintonia che già prima era presente fra i due gruppi si rafforzò ulteriormente, tanto da arrivare nel marzo dello stesso anno, alla sfilata di Roverbella, ad ufficializzare una sorta di “fusione”, per gli anni a venire, di entrambi i gruppi in un’unica realtà». «Questa realtà», interviene il vice presidente Niccolò Grassi di Belvedere, «ha un denominatore comune che già era presente e ben radicato in entrambi i giovani gruppi: divertirsi e far divertire portando nelle piazze quellasorta di allegria che solo il carnevale sa regalare». «Da questo presupposto», conclude Zardini, «è nata la nostra nuova associazione e il nostro primo carro è ispirato al cartone animato di Lupin III per rappresentare goliardicamente un tema di attualità senza dimenticarci di tutti i bambini che, carichi di entusiasmo e di stupore, colorano ogni sfilata rendendola magica». Intanto proseguono senza sosta i lavori per la realizzazione del carro che verrà presentato il 20 gennaio alle 15 alla sfilata del carnevale di Isolalta. «Da maggio scorso i ragazzi sono impegnati per realizzarlo da zero», conclude Zardini, «partendo dalle strutture ai rivestimenti; mentre le ragazze sono dedicate alla creazione di balletti e delle varie coreografie». •

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