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10.01.2018

Sfuma la vendita della canonica I preti: «Ricevute offerte basse»

L’edificio della canonica accanto alla parrocchia di Vigasio FOTO PECORA
L’edificio della canonica accanto alla parrocchia di Vigasio FOTO PECORA

È sfumata la ventilata vendita della canonica di Vigasio. L'immobile, situato a lato della chiesa parrocchiale del capoluogo, nel quale risiedono i parroci, non verrà, almeno per il momento venduto. Ad annunciarlo sono stati gli stessi parroci di Vigasio don Marco Crescente e don Cristiano Mori, in chiesa ed in un comunicato pubblicato sul foglio settimanale degli avvisi, sul sito e sui social. «Ormai abbiamo accantonato il progetto della vendita della canonica», hanno scritto i sacerdoti, «all'Istituto Sostentamento Clero che è proprietario dei nove appartamenti vicino alla canonica. I viaggi fatti a Verona, le richieste, le carte, i permessi, sono stati veramente tanti. È stata una trattativa lunga e difficile, perché si voleva il bene e l'interesse della parrocchia». «Ovviamente era solo un progetto», precisano i preti, «un inizio per sondare il terreno. Tuttavia abbiamo dovuto tornare indietro, perché l'offerta era veramente irrisoria e non ne valeva la pena». Le guide spirituali spiegano poi ai fedeli della comunità di Vigasio quali sarebbero stati i progetti futuri. «Un’ipotesi era la costruzione della nuova canonica davanti al campo da tennis vicino alla chiesa antica, dove un tempo sorgeva la vecchia canonica. Il tetto della canonica attuale comincia a dare segni di cedimento e qualche perdita nel momento della pioggia; gli impianti sono ormai logori e l'umidità imperversa in tutto il piano terra». Un problema, quindi, che rimane irrisolto. «Un mutuo per il restauro è impensabile», proseguono i sacerdoti, «e stiamo parlando di 1.250 metri di superfici e comunque è impossibile mettere mano solo su una parte perché la canonica è un blocco unico e non si può restaurarla a stralci». «Durante le trattative», concludono i parroci di Vigasio, «abbiamo sentito anche l'Ater (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale) di Verona e alcuni privati, ma in tempo di crisi non se ne parla neppure». • V.L.

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