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13.03.2018

Ammanco milionario alla Gsi Ora il Comune chiede i danni

Marco Bovo, l’ex amministratore della Gsi di Vigasio FOTO PECORA
Marco Bovo, l’ex amministratore della Gsi di Vigasio FOTO PECORA

Il Comune di Vigasio si è costituito parte civile nel processo per il buco milionario della sua partecipata Gestione servizi integrati. Processo che ha come imputato l’ex-amministratore unico della srl, il commercialista di Povegliano Marco Bovo, che dovrà rispondere alle accuse di peculato, bancarotta, autoriciclaggio, false comunicazioni e falsificazione di bilancio. La decisione di assumere un ruolo attivo nel procedimento, cosa peraltro largamente prevedibile considerato che il Comune di Gsi era l’unico proprietario ed è considerato come persona offesa, la Giunta guidata da Eddi Tosi l’ha presa in seguito all’accelerazione che il procedimento ha subito nelle ultime settimane. Accelerazione che ha portato prima, a gennaio, il gip Laura Donati ad emettere, su richiesta del pubblico ministero Gennaro Ottaviano, un decreto di giudizio immediato, e poi Bovo, che è difeso dall’avvocato Alberto Franchi, a presentare, poco più di un mese fa, la richiesta di rito abbreviato. È una procedura che prevede la possibilità di ottenere uno sconto di un terzo della pena, in caso di condanna, e una diminuzione della procedura dibattimentale. In seguito a questa svolta dell’azione processuale, l’esecutivo comunale ha quindi deciso di scendere in campo, costituendosi parte civile e nominando come proprio legale Luca Sorpresa. Una decisione che, così spiega la delibera della Giunta, è dovuta al fatto che il Comune «ha subito danni sia patrimoniali che non patrimoniali» a causa della bufera che ha investito Gsi. Per capire in che cosa consistano tali, per ora solo presunti, danni occorre ripercorrere sin dalle origini questa vicenda. Gsi Vigasio era stata creata nel giugno del 2009 dal Consiglio comunale allora in carica, il sindaco era Daniela Compri, allo scopo di conferirle la gestione di una serie di servizi. Il capitale sociale era di 20mila euro e le quote di totale proprietà municipale. Poi, nel settembre dello stesso anno, la Giunta ha approvato il conferimento per sei anni dei servizi scolastici ed extrascolastici a Gsi, che comprendono pulizie, aperture e corsi pomeridiani ed estivi nelle scuole, e poi, nel dicembre del 2010, anche la gestione della farmacia comunale. A gestire, grazie a continui rinnovi, la società in veste di suo unico amministratore era stato chiamato, a partire dal 2010, Marco Bovo. Commercialista con una lunga storia di impegno politico in formazioni di centro e di incarichi in amministrazioni e società pubbliche. Una sorta di monarchia, quella di Bovo, che si è conclusa nel maggio del 2016. In seguito al cambio dell’amministratore unico, quindi, è emersa una situazione di dissesto così grave che prima il sindaco Eddi Tosi e poi l’ultimo amministratore di Gsi, Andrea Nardi, hanno deciso poco più di un anno fa di presentare denuncia in Procura nei confronti del commercialista, affermando che dalle casse della società erano state fatte sparire, utilizzando metodi illeciti di appropriazione mascherati con ingegnosi artifici contabili, ingenti quantità di denaro. Pare più di un milione di euro. In seguito allo scoppiare del bubbone è poi accaduto di tutto. Prima, il Consiglio comunale, non senza forti discussioni, ha dichiarata fallita Gsi. Poi, l’attuale amministrazione municipale, che è in carica dal 2015 e costituisce l’evoluzione di quella della Compri, ha dovuto correre ai ripari realizzando incarichi-tampone e gare d’appalto anticipate per evitare la sospensione dei servizi che erano in carico a Gsi. Cosa che non è riuscita del tutto per la farmacia, che ha dovuto rimanere chiusa per alcuni mesi. Infine, a fine dello scorso ottobre, per Bovo è stato disposto dall’autorità giudiziaria l’arresto, ed il suo trasferimento nel carcere di Montorio. Un provvedimento che è poi stato confermato a metà novembre dal tribunale del riesame di Venezia, mentre il gip decideva di sottoporre a sequestro preventivo alcuni beni, una casa, due auto e quadri, di proprietà del commercialista, che è stato anche sospeso dall’ordine. La fissazione della data del giudizio, il fascicolo è infine stato trasmesso al nuovo gip Raffaele Ferraro, che dovrebbe prevedere un giudizio abbreviato in camera di consiglio, è attesa a breve. •

Luca Fiorin
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