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12.06.2018

Incertezze sul polo scolastico «Rischioso aderire a un fondo»

L’assemblea sul polo scolastico dello scorso febbraio FOTO PECORA
L’assemblea sul polo scolastico dello scorso febbraio FOTO PECORA

Se il Comune aderirà ad un fondo immobiliare chiuso per realizzare un nuovo polo scolastico rischia di mettere seriamente in crisi il suo bilancio per qualche decennio oltreché di devastare gli assetti urbanistici del paese. Questo quanto è emerso nella serata dal titolo Fondo a fondo, organizzata dai gruppi consigliari di minoranza di Valeggio si cambia (Vsc) e Valeggio cittadini protagonisti (Vcp) in sala Toffoli e dedicata a costi, rischi e opportunità di questo strumento. Ad addentrarsi nella fisiologia dei fondi immobiliari chiusi e delle loro caratteristiche è stato Simone Pierangeli, consulente finanziario che ha fatto le pulci al progetto dell’amministrazione comunale. «Il partenariato pubblico privato con un fondo immobiliare», ha dichiarato Pierangeli, «è ben diverso da quanto si faceva in passato con altri strumenti perché vi sono tanti risvolti. Non si tratta più di fare qualcosa insieme al privato, ma di investire capitali in veicoli finanziari che sono assai complessi». Oggi infatti un ente locale dovrebbe sottoscrivere quote di organismi di gestione collettiva del risparmio per realizzare una scuola, inserendo come capitale per la sottoscrizione degli immobili di pregio. «Quando si effettua un investimento», ha continuato il consulente, «bisogna aver ben presente quali siano i costi, i rischi, i conflitti d’interesse, i privilegi, le valutazioni e, non ultimo, lo scenario atteso. Chi investe non lo fa per fare la scuola, ma per guadagnare dei soldi ed è evidente che questo fondo è carissimo». Infatti, diversamente da quanto affermato qualche mese fa nella prima serata di presentazione dell’iniziativa, in cui s’era parlato del 3 per cento, i costi reali appaiono ben più alti. «A questa cifra va sommata l’inflazione (intorno al 2 per cento)», sottolinea Pierangeli, «oltre ad uno 0,79 per cento di commissione di gestione e al 29,7 per cento di commissione di incentivo, da calcolarsi su tutto il valore creato dal fondo. Inoltre non sappiamo nulla dei rischi futuri del mercato immobiliare (qui mostra una slide sul sostanziale stallo del mercato immobiliare italiano, ndr) e i conflitti d’interesse sono enormi. Questi sono mitigati solo da un comitato consultivo nominato a maggioranza dal socio finanziatore forte, Invimit, con i Comuni in minoranza». Come riferimento veniva poi preso a modello il paese di Castel San Pietro Terme, Comune capofila del fondo, in cui, per una scuola di 12 aule dal costo di 6,5 milioni di euro si parla di conferimenti di immobili e terreni per 5 milioni, oltre a un canone annuo di 300 mila euro per 20 anni. Cifre che per Valeggio, dove la scuola prevista (40 aule) costa in partenza 13 milioni, almeno si raddoppiano. In chiaroscuro anche le esperienze dei fondi immobiliari gestiti da Prelios, la società di gestione del risparmio (Sgr) che s’è aggiudicata la gara per gestire il fondo, presentandosi da sola. Da una parte c’è infatti stato Tecla, un fondo di successo (oltre il 7 per cento, annuo per i sottoscrittori), dall’altra Olinda (con una perdita del 20 per cento del capitale). Per Enrico Bertuzzi, di Vcp, «bisogna considerare anche l’aspetto urbanistico legato alla vendita d’immobili pregiati, trasformati magari in residenziale con conseguente crollo dei valori di mercato. Grave poi che i fondi non si preoccupino di prospettare uno scenario economico e che, tra gli altri Comuni della cordata, pochi siano attrattivi. Tra questi Isola Capo Rizzuto, che alienerà una scuola con vista mare ma che è stato sciolto per mafia». Quello che fa più pensare, secondo il consigliere di minoranza, è che un Comune importante come Bologna scriva in una delibera che realizzerà cinque poli scolastici con un piano d’investimenti, abbandonando l'idea di un fondo, perché «risultano evidenti i maggiori oneri, la complessità dell’operazione e i rischi tipici di un investimento finanziario». Quasi un de profundis da parte di un Comune che certo non manca di funzionari in grado di dire la loro su questi strumenti. Di fronte a queste sollecitazioni anche il sindaco, Angelo Tosoni, ha innescato una mezza retromarcia, dichiarando che sono allo studio anche altre strade. «Vuoi vedere che quanto era previsto nel piano pluriennale delle opere pubbliche stralciato, che ipotizzava ampliamenti e messa in sicurezza delle scuole era più che sufficiente senza andare a legarci mani e piedi per decenni?», ha ironizzato Andrea Molinari, il suo ex capogruppo uscito dalla maggioranza in polemica per il cambio di rotta. Molti pure gli interventi del pubblico che lo hanno sottolineato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Foroni
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