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01.08.2018

Gara di 4.000 chilometri Sosta qui per 450 ciclisti

Al centro, l’olimpionica di scherma Dorina Vaccaroni
Al centro, l’olimpionica di scherma Dorina Vaccaroni

È un cicloturismo non esasperato dalla competizione e dove chi ti sta a fianco magari ti offre la sua ruota per farti fare meno fatica, anche se le distanze sono impegnative (1.400 km e 18 mila metri di dislivello). Questa è infatti la filosofia di Alpi 4000, manifestazione che ha visto circa 450 iscritti, provenienti da tutti i continenti, percorrere la ciclabile che costeggia il Mincio, con un punto di controllo a Salionze, nel bici-grill La Littorina. L’itinerario di Alpi 4.000 mescola infatti tratti suggestivi pianeggianti tra i grandi laghi (da quello di Como al lago di Garda), passaggi in città di forte impatto (da Mantova a Verona) e le scalate di due dei passi più alti d’Europa (Stelvio e Col d’Iseran). Alpi 4.000 fa parte dell’Italia del Grand Tour (Igt), l’insieme di quattro randonnée (escursione in francese) over 1.200 km che si svolgono ciascuna ogni quattro anni. La storia delle randonée incrocia cicloturismo e competizioni agonistiche, visto che tra i suoi padri nobili ebbe anche il creatore del Tour de France, Henry Desgranges, che contribuì a definirne le regole e a istituire appositi brevetti. Il «randonneuring» è uno sport di lunga distanza in bicicletta, dove i partecipanti affrontano percorsi di oltre 200 km, passando attraverso punti di controllo predeterminati, entro limiti di tempo stabiliti, ma organizzandosi in autonomia. «Eravamo pronti ad accoglierli», dichiara Federico Signorelli, uno dei titolari della struttura di Salionze, «a tutte le ore del giorno e della notte. Incrociando questi cicloturisti abbiamo apprezzato il loro spirito che unisce passione sportiva e voglia di conoscere paesaggi incantevoli, favorendo l’aggregazione e mettendo in secondo piano il cronometro. Tra di loro c’era anche l’ex schermitrice Dorina Vaccaroni». L’olimpionica del fioretto da anni infatti si dedica anche alle prove di gran fondo di ciclismo. Nel 2017 aveva vinto l’Ultracycling Dolomitica: 600 chilometri di un tracciato massacrante con 15 mila metri di dislivello e 15 passi dolomitici. Signorelli è poi tornato sul grave incidente d’auto avvenuto martedì sulla strada che da Salionze porta a Peschiera, a pochi passi dalla sua struttura che nei fine settimana è affollata da centinaia di appassionati cicloturisti. Proprio i rischi legati alla viabilità, oltre all’impatto paesaggistico, erano stati segnalati da più parti fin dall’approvazione del progetto in consiglio comunale. «La sterzata del conducente che arrivava da Valeggio e che è finito nel fosso, ha evitato conseguenze più gravi», rileva Signorelli, «ma è indubbio che su quel tratto di strada c’è chi corre. Da parte nostra, dopo aver sentito Veneto Strade, abbiamo preso precauzioni (come i rallentatori) per favorire accesso e uscita più sicuri». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Foroni
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