CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

15.12.2017

Futuro di villa Zamboni Si apre uno spiraglio

Se qualcuno si aspettava una svolta decisa da parte del Comune sul futuro della settecentesca Villa Zamboni, è rimasto parzialmente deluso. Infatti, durante l’incontro, organizzato nella biblioteca comunale da La Quarta luna, il sindaco Angelo Tosoni, ha prima evidenziato le difficoltà ad adempiere le volontà testamentarie di Giuseppe Zamboni, che nel suo lascito aveva destinato la struttura alla cura delle mamme e dei bambini, poi ha elencato i beni di proprietà del Comune che avrebbero bisogno di interventi. Secondo il Comune infatti, che s’è avvalso del parere di un legale, ora il vincolo iniziale dovrebbe essere interpretato in maniera diversa, lasciando spazio a diversi tipi di utilizzo della struttura. Tra gli immobili di prestigio da restaurare il primo cittadino ha quindi citato il ponte visconteo, per il cui salvataggio è nata nei mesi scorsi l’Associazione ponte visconteo-Save the bridge, ma anche il castello e palazzo Guarienti, in cui un’ala è da sistemare. Tosoni però ha lasciato aperto uno spiraglio, spiegando che la proposta di una fondazione partecipata, è al vaglio dei funzionari del Comune, dopo il fallimento del piano precedente che prevedeva l’adesione al programma dell’Agenzia del Demanio Valore Paese-Dimore, con una concessione pluridecennale a privati. Poi, il sindaco ha ampliato il ragionamento: «Stiamo vagliando questa possibilità con attenzione e il supporto di una struttura seria come la Mag è importante, ma il Comune sarebbe comunque il perno di una eventuale fondazione e il parafulmine nel caso ci fossero dei problemi. Certo che l’esempio della fondazione legata al castello di Padernello è stimolante, ma sarà importante anche la capacità di far sintesi e di essere dialoganti tra chi si siederà al tavolo». Messaggio raccolto da Paola Ferrarin, presidente della Quarta luna che ha convenuto sul fatto che la destinazione iniziale del lascito era legata alle criticità sanitarie presenti nel ventennio, presentando poi il modello Padernello come un faro capace di fugare molti dubbi iniziali, anche se il via definitivo lo darà «la firma apposta dal Comune». La fondazione pubblico-privata Castello di Padernello (51 per cento è del Comune), che si propone di recuperare e gestire quel manufatto e promuovere la frazione del Comune di Borgo San Giacomo (Bs), ha infatti acquisito il castello dai privati (al costo di un milione e 430 mila euro) e l’ha già parzialmente ristrutturato. «I sogni collettivi spesso si realizzano», ha affermato il presidente della fondazione bresciana, Domenico Pedroni, «e così in pochi anni sono cresciuti ristoranti, biblioteche e nuovi posti di lavoro e programmiamo manifestazioni per 220 giorni all’anno. Per Valeggio sarà più facile perché noi siamo in mezzo al nulla mentre Valeggio è centrale e ha una fiorente enogastronomia». Per Maria Teresa Giacomazzi, della Mag di Verona, «ora il recente codice del terzo settore offre nuovi strumenti per la cooperazione tra privati e pubblico, con strumenti simili all’art bonus». Sollecitazioni sono arrivate anche da Viola Sabbadini, del comitato Noi che Villa Zamboni: «È importante che si sia aperto uno spiraglio e che si lavori insieme verso l’obiettivo di restituire ai valeggiani la struttura». Davide Briani di Humus ha detto: «Si faccia tesoro delle tante attività che abbiamo promosso negli ultimi dieci anni, tenendo viva una porzione della villa». • A.F.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato in Informazioni sulla Privacy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1