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23.11.2017

Faccia a faccia con il sindaco
per il destino di Villa Zamboni

Una lettera aperta al sindaco e una serata, che si terrà oggi alle 20,30 in biblioteca comunale a Valeggio, per discutere il futuro di Villa Zamboni, settecentesco edificio sottostante il castello scaligero. Queste le ultime mosse dell’associazione La Quarta luna che, assieme a Humus e a Noi, che Villa Zamboni, si batte da anni per il recupero ad uso pubblico della villa e per scongiurarne la destinazione al privato. Per questo la presidente dell’associazione, l’architetto Paola Ferrarin, ha scritto una lettera aperta al sindaco, per provare a smuovere le acque di una situazione attualmente in stallo.

Il Comune infatti, dopo aver aderito qualche anno fa al programma dell'Agenzia del Demanio Valore Paese-Dimore, che mira a recuperare edifici storici con una concessione pluridecennale al privato, ha dovuto far marcia indietro. L’unica manifestazione di interesse arrivata fu infatti bocciata per la mancanza dei requisiti minimi (il privato voleva che fosse il Comune a ristrutturare) e da allora tutto è fermo.

Nella lettera inviata ancora ad ottobre si chiede al sindaco un appuntamento chiarificatore e si ricorda che nel maggio scorso venne presentato un contratto redatto dai tecnici della Mag (Società Mutua per l’Autogestione), interessata a far parte della cordata che punta alla ristrutturazione e alla valorizzazione della struttura.

«Non vogliamo sostituirci all’amministrazione», spiega la presidente, «ma supportarla con un gruppo qualificato. Purtroppo, a fronte di una proposta che prevede la soluzione del problema di un edificio vincolato che rischia il crollo (lo dice anche la Soprintendenza), senza fare uso di denaro pubblico, non abbiamo ancora ottenuto alcuna risposta precisa, ma solo generiche rassicurazioni».

Le associazioni coinvolte temono che sia in corso una tattica che, a fronte di un sì detto a parole, di fatto presupponga un no che si manifesta con il rimandare all’infinito una risposta chiara e univoca. «Le confesso la mia delusione», continua Ferrarin, «e la sensazione che Villa Zamboni non rappresenti certo una priorità, ma anche che non si voglia concedere ai cittadini la possibilità di salvarla». Poi la presidente sposta la sua attenzione sul recente intervento di messa in sicurezza del muro di via Zamboni che è anche il muro perimetrale della villa. «Siamo preoccupati per l’esito della messa in sicurezza del muro di cinta del giardino della villa», sostiene l’esponente de La Quarta luna, «perché il muro è solo parzialmente puntellato e ora completamente senza supporto anche dalla parte del giardino. Altrettanto ci preoccupa l’idea di modificare in maniera radicale, devastandolo, l’assetto di un giardino storico per una presunta scoperta archeologica».

Infatti, secondo Paola Ferrarin, avrebbe poco senso costruire una galleria a uso turistico in una zona che il Comune ritiene pericolante, quando le stesse mura del Serraglio sono state coperte senza ripensamenti.

Ora l’attenzione si sposta alla serata di oggi, quando sarà proprio il sindaco, Angelo Tosoni, ad aprire l’incontro, avendo quindi la possibilità di dare risposte precise. Eventuali assenze dell’ultimo momento avvalorerebbero i timori espressi dalle associazioni. Di particolare interesse in questa serata saranno l’intervento della presidente (Quale progetto per Villa Zamboni?), quelli dei consulenti della Mag e della presidente veronese di Italia Nostra, Marisa Velardita, ma anche la relazione di Domenico Pedroni, presidente della Fondazione Padernello, esempio virtuoso di fondazione partecipata, legato al recupero di un castello.

Alessandro Foroni
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