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16.12.2017

Ultimo capitolo per la discarica con il patto firmato dall’azienda

Federica Valbusa Se tutto procederà secondo l’accordo sottoscritto da Rotamfer, Comune, Comitato e Legambiente, entro l’inizio dell’estate la Regione approverà una nuova autorizzazione sulla discarica di Ca’ di Capri. Sempre, però, nel rispetto dell’obiettivo condiviso di giungere alla chiusura definitiva e alla messa in sicurezza dell’impianto di Lugagnano. Lo scorso maggio, il Tar aveva dato ragione a Comune, Legambiente e Comitato, dichiarando nulla la delibera con cui, nel luglio del 2016, la giunta regionale aveva nuovamente autorizzato il progetto di completamento presentato da Rotamfer, la ditta che gestisce l’impianto. Rotamfer aveva quindi presentato ricorso ed era stata fissata per il 28 settembre la trattazione dell’istanza cautelare davanti al Consiglio di Stato. Su richiesta delle parti, che hanno raggiunto l’intesa proprio alla vigilia dell’udienza, i giudici di Roma hanno sospeso l’esecutività della sentenza del Tar. L’obiettivo ora è che, entro il 21 giugno, data in cui è fissata l’udienza di merito, il progetto venga modificato sulla base di quanto previsto dall’intesa. Prima di essere presentato in Regione, il progetto sarà valutato da Comune, Legambiente e Comitato. «Se tutto procederà secondo l’accordo», afferma Fausto Scappini, legale del Comitato, «noi rinunceremo all’esecuzione della sentenza del Tar e Rotamfer rinuncerà all’appello al Consiglio di Stato». I punti salienti dell’accordo riguardano la riduzione dei valori massimi di deroga per alcuni elementi contenuti nel car fluff, la chiusura definitiva e la gestione post mortem dell’impianto una volta conferiti i quantitativi residui del progetto del 2006 e l’istituzione di una commissione di controllo composta da sei membri (due nominati da Comitato e Legambiente, due da Rotamfer e due dal Comune). Se non rispetterà gli impegni presi, tra cui quello di non presentare richieste di ampliamenti, la proprietà dovrà versare al Comune una penale di dieci milioni di euro. In merito al percorso che ha portato al raggiungimento dell’intesa, Scappini dice: «È stata lunga, difficile e dura, perché le trattative si sono interrotte più volte, ma alla fine ce l’abbiamo fatta, sulla base del principio secondo cui la discarica deve essere chiusa e deve essere avviata la gestione post mortem, esattamente come diceva il parere della commissione regionale via del 2010». E aggiunge: «Va detto che l’amministrazione si è data da fare per avvicinare le parti, il sindaco Gianluigi Mazzi si è impegnato personalmente con molta costanza». Galdino Panetto, portavoce del Comitato, afferma: «Ora si spera che la proprietà tenga fede agli impegni presi e che tutto sia portato avanti di comune accordo. Ci auguriamo che al massimo in quattro anni la discarica possa essere coperta e possa iniziare la gestione post mortem». Lorenzo Albi di Legambiente sottolinea: «È la prima volta che viene sottoscritto un accordo di questa natura per la risoluzione delle criticità in questo ambito. Nella condivisione si riducono i conflitti e si trovano le soluzioni». •

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