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07.02.2018

Raccolta fondi per terremotati La cassa è a quota 65mila euro

Cottini e Cordioli insieme al presidente (a destra) e a un consigliere  dell’associazione Vico Badio
Cottini e Cordioli insieme al presidente (a destra) e a un consigliere dell’associazione Vico Badio

Federica Valbusa Il progetto di raccolta fondi per Fonte del Campo, frazione del Comune di Accumoli colpita dal terremoto, ha raggiunto quota 65 mila euro. Questi soldi serviranno per ricostruire la sede, il parco giochi e il campo sportivo dell’associazione Vico Badio, che prima del sisma era il fulcro della socialità del paese. L’iniziativa di solidarietà è sostenuta dai Comuni di Sona, Povegliano, Castelnuovo, Sommacampagna e San Pietro in Cariano. Recentemente, Alfredo Cottini e Riccardo Cordioli, delle Pro Loco di Sona e Povegliano, sono tornati nella frazione del Comune di Accumoli, per vedere con i loro occhi qual è la situazione. «Ci sono stati ritardi nello sgombero delle macerie, operazione che dovrebbe cominciare proprio in questi giorni», spiega Cottini. Quando verranno sgomberate le macerie dalla zona rossa, che è quella dove ci sono macerie e costruzioni pericolanti, si potrà iniziare a ricostruire. Nella zona rossa c’era anche la sede dell’associazione Vico Badio, che era stata danneggiata dalla scossa del 24 agosto 2016 e poi rasa al suolo dalla scossa successiva del 30 ottobre. Per il progetto di ricostruzione della struttura sono stati incaricati più professionisti; al momento, è disponibile un progetto di massima, redatto da un ingegnere del posto. Giuseppe Servilio, presidente dell’associazione Vico Badio, spiega che soltanto per rimettere in piedi la sede ci vogliono circa 150 mila euro, poi ci sono gli interni. L’associazione ha già ricevuto donazioni per 105 mila euro, a cui se ne aggiungono 65 mila raccolti a Sona, Povegliano, Castelnuovo, Sommacampagna e San Pietro in Cariano, e 20 mila raccolti in un altro Comune. Questi soldi serviranno anche per la ricostruzione del campo sportivo e del parco giochi. «In questo momento», spiega Cottini, «la raccolta fondi è in stand by perché siamo in attesa di qualche segnale di concretezza. Aspettiamo di avere notizie per ripartire in primavera. Intanto, siamo andati a Fonte del Campo per renderci conto di com’è la situazione, per cercare di capire cosa possiamo fare noi da qua e per portare un messaggio di fiducia agli abitanti, che si sentono un po’ abbandonati a se stessi». È la quarta visita che i promotori del progetto di raccolta fondi fanno nel centro Italia. La prima volta, subito dopo il terremoto, erano andati a San Benedetto del Tronto a conoscere i responsabili dell’associazione Vico Badio. Poi, erano seguite due visite a Fonte del Campo, una per girare il video promozionale del progetto e l’altra lo scorso 24 agosto ad un anno dalla prima scossa di terremoto. Durante l’ultima visita, hanno incontrato nuovamente Monica Valle, lugagnanese d’origine che si è trasferita a Fonte del Campo una ventina di anni fa e che, dopo aver vissuto per mesi in un hotel di San Benedetto del Tronto, ora abita in una delle strutture (sae, soluzioni abitative in emergenza) consegnate a chi è rimasto senza casa a causa del sisma. «Una volta conosciuti i contenuti del progetto di ricostruzione della sede dell'associazione Vico Badio», spiega Cottini, «cercheremo di capire se riusciamo ad attivare una rete di aziende che possono in qualche modo dare sostegno al progetto». Le aziende coinvolte sarebbero ovviamente situate nei cinque Comuni che aderiscono all’iniziativa di solidarietà. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Federica Valbusa
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