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16.01.2018

Nuovo passo per la messa in sicurezza Il progetto è a Venezia

La discarica di Ca’ di Capri
La discarica di Ca’ di Capri

Dopo l’intesa sulla discarica Ca’ di Capri raggiunta fra Comune, Rotamfer, Comitato e Legambiente, tutto procede secondo gli accordi e nei tempi previsti. Il progetto di completamento, modificato secondo quanto convenuto dalle parti, è già stato inviato alla Regione, che entro il 21 giugno dovrà approvare la nuova autorizzazione. Fabio Beltrame, responsabile tecnico di Rotamfer, spiega: «Quello che la ditta doveva fare è stato fatto nei tempi accordati con la Regione. Il progetto è stato adeguato secondo quanto previsto». La commissione di controllo, formata da due membri nominati dal Comune, due dalla ditta e due dal Comitato, è già operativa: prima della fine dell’anno sono stati organizzati due incontri per verificare che il progetto, poi inviato in Regione a fine dicembre, rispettasse tutti i punti previsti dall’intesa. L’accordo raggiunto prevede la riduzione dei valori massimi di deroga per alcuni elementi contenuti nel car fluff, la chiusura definitiva e la gestione post mortem dell’impianto una volta conferiti i quantitativi residui del progetto del 2006, e l’impegno da parte della ditta a non presentare richieste di ampliamenti. Si è dunque aperta una nuova pagina della vicenda Ca’ di Capri, una pagina che dovrebbe portare alla chiusura definitiva e alla messa in sicurezza del sito. «Personalmente», commenta il sindaco di Sona Gianluigi Mazzi, «sono soddisfatto di come sta andando. Tutti stanno lavorando in un’unica direzione: c’è la volontà di mettere in sicurezza il sito e quindi di operare affinché non ci siano problemi futuri. All’interno della commissione si riscontra qualche differenza di vedute, ma i componenti stanno lavorando per rappresentare al meglio Comune, proprietà e Comitato». Poi il primo cittadino aggiunge: «Questo è il modo in cui mi piace amministrare: sedermi a un tavolo dove non ci sia un muro contro muro ma ci sia invece dialogo e capacità di convergere su un’unica soluzione, accettata da tutti. Questo è stato fatto per questioni ambientali importanti, come la Tav e la Ca’ di Capri appunto, e mi auguro si possa arrivare a farlo anche con la Matco». F.V.

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