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16.07.2017

L’esempio
di Lorenzo

Lorenzo, il ragazzino autistico di Sona che ha superato la terza media
Lorenzo, il ragazzino autistico di Sona che ha superato la terza media

L’autismo una disabilità? «No, una diversità che non è una malattia: è un modo diverso di vivere e di vedere le cose. Ve lo dimostra la storia di Lorenzo, mio figlio». Solo tre domeniche fa Linda s’è trovata a leggere, sull’Arena, il grazie che Silvia, mamma di Alice (diciannovenne autistica) ha voluto dire, pubblicamente, all’istituto alberghiero Angelo Berti di Soave: lo ha letto, si è commossa, l’ha riletto e ci ha chiamati. «Perché Alice con la maturità ha chiuso un ciclo, e Lorenzo con la licenza media ha fatto lo stesso. E anche io devo dire grazie ma devo, soprattutto, incoraggiare i genitori dei ragazzi autistici dimostrando, con la mia storia, che ci si trova sì davanti a enormi difficoltà ma anche a cose, persone e situazioni straordinariamente positive che sarebbe ingiusto dare per scontate».

Lorenzo ha 14 anni e ha appena concluso col voto di 9/10 l’esame di licenza media alla scuola di Sona: ora gli si spalancano le porte dell’ istituto tecnico linguistico. «Il suo sogno», dice la mamma, «è di andare a insegnare inglese a Londra!».

Lorenzo è felice, «vuol diventare grande e si sente pronto. E io felice lo sono di più: nella scuola pubblica ci sono insegnanti e dirigenti preparatissimi, che ci mettono il cuore e danno grande ascolto. E se c’è riuscita la “squadra” dell’istituto comprensivo di Sona», assicura Linda, «ciò dimostra che si può fare in tutte le scuole!».

Linda torna indietro di otto anni, «all’esordio in prima elementare con Lorenzo che non era nemmeno in grado di reggere una penna tra le dita. Non è mai stato messo da una parte, gli sono sempre stati indicati obiettivi grandi con la disponibilità a calibrare tempi e modi per raggiungerli. Otto anni in cui nessuno ha mai detto “non ce la fa”, in cui tutti hanno creduto in lui: i suoi obiettivi sono diventati un corale “dai che ce la facciamo”».

I problemi e le difficoltà non sono mancati, «soprattutto quelli legati al turn over incredibile degli insegnanti di sostegno. Alle elementari Lorenzo ne ha cambiati undici in cinque anni. Alle medie, dove è arrivato senza grossi scossoni grazie a un grande lavoro sulla continuità, ha trovato la persona che auguro ad ogni ragazzo di incontrare, cioè Riccardo Faccincani: è stata una persona attenta alla persona prima ancora che un ottimo insegnante».

La sua parte l’ha fatta anche Marco Squarzoni, dirigente scolastico, «che ha composto una classe adeguata per Lorenzo, e che ha permesso ai ragazzi, autorizzando la periodica presenza in classe di Mireya Moiano (la psicologa di Lorenzo), di prendere consapevolezza e aprirsi anche alla dimensione di chi, per qualsiasi ragione, viene considerato diverso». È stato, insomma, un lavoro di squadra, «al quale hanno concorso i ragazzi e prima di loro le loro famiglie e in cui il dialogo è stato essenziale».

Linda prende fiato, e pensa a quante madri e padri di ragazzi con difficoltà leggeranno la sua storia: «I ragazzi vanno incoraggiati sempre, e i genitori non devono abbattersi mai. Il segreto è non vivere di vittimismo», dice Linda, «è guardare in faccia i problemi. Se ci sono li affronti e se è possibile lo fai con un sorriso: non fa differenza se tuo figlio ha o meno delle difficoltà», conclude Linda, «li guardi in faccia e vai avanti. Me lo ha insegnato Lorenzo che aveva un grande obiettivo, e cioè farcela da solo: ha lavorato per questo e ci è riuscito, anche a chiudere il suo esame di licenza con una sonata al pianoforte».

Paola Dalli Cani
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