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21.02.2018

In affido quindici cani sequestrati a Palazzina

Nella foto dei vigili del fuoco l’intervento in località Palazzina nella notte tra il 20 e il 21 dicembre
Nella foto dei vigili del fuoco l’intervento in località Palazzina nella notte tra il 20 e il 21 dicembre

Le condizioni di salute di cani e gatti non permettevano altra soluzione, rivelano dal gruppo carabinieri della Forestale. Dovevano trovare subito un nuovo padrone perchè bisognosi di cure e attenzioni altrimenti il loro deperimento era inevitabile. E così è iniziato l’affido di quindici dei 31 cani, 9 gatti e un canarino, sequestrati il 16 dicembre scorso in un casolare in località Palazzina di Sona. L’affittuaria era Isabella Flores. I 40 animali sono stati affidati alla Lav di Verona subito dopo il sequestro operato dal gruppo forestale dei carabinieri di Verona. Dopo l’intervento dei militari, la vicenda si era tinta di giallo nella notte il 20 e il 21 dicembre quando quello stesso rustico, senza più la presenza di cani e gatti, fu incendiato da mani ancora oggi sconosciute. Su quel rogo, la procura ha aperto un fascicolo con l’accusa di incendio doloso. Nei giorni scorsi, è emerso che sono state trovate delle lattine contenente liquido infiammabile. Le indagini sono in corso proprio per far luce su chi ha appiccato il fuoco su quell’immobile che quella notte ha tenuto impegnati per diverse ore dodici unità dei pompieri, intervenuti con quattro mezzi. L’inchiesta è proseguita anche sull’altro fronte quella che vede indagata Isabella Flores con l’accusa di «detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura». Dopo il sequestro, operato dal gruppo dei carabinieri della Forestale di Verona, il 16 dicembre, il pm Maria Federica Ormanni aveva firmato «il decreto di vendita dei beni deperibili sottoposti a sequestro». Nello stesso provvedimento, la procura aveva spiegato che «si tratta di beni per loro natura soggetti ad alterazione». Per questo motivo, era la conclusione del pm, «occorre provvedere alla loro definitiva destinazione». La scelta della procura, però, è stata revocata da un altro decreto del gip Laura Donati, firmato pochi giorni fa. In pratica, il gip ha motivato il «ritiro» del suo precedente provvedimento sulla base che «gli animali in quanto essere viventi, non rientrano per loro natura nel concetto di bene deperibile». Non è, quindi, applicabile l’articolo del codice che prevede l’alienazione delle cose che si possono alterare in costanza di sequestro. Gli animali, però restano sotto sequestro preventivo così come disposto in dicembre. Le accuse formulate alla Flores parlano di detenzione di 31 cani e 9 gatti «in assenza delle minime condizioni di igiene, alimentazione e cure anche mediche», riporta il capo d’imputazione. I cani, in particolare, hanno scoperto i carabinieri della forestale, «erano rinchiusi nell’immobile con porte e finestre chiuse». E ancora: in quelle stanze c’erano suppellettili e materiale vario «tali da impedire il passaggio con il pavimento coperto da deiezioni presenti da tempo e senza acqua». I gatti, invece, erano rinchiusi in un bagno sporco. Gli animali, hanno rivelato gli inquirenti, provenivano in parte dal sud Italia. L’avvocato Cristiana Soverini, legale della Flores, nega i maltrattamenti di animali. «I cani stavano tutti bene», ha concluso, «la mia assistita ha preso i cani che nessuno voleva». Ha poi ricordato di aver presentato un certificato medico nel quale si evidenzia che l’impiegata comunale soffriva di forti dolori alle braccia tali da impedirle di poter gestire al meglio i 40 animali affidatile. Ora la parola passa al tribunale. •

G.CH.
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