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13.01.2018

Gli anti migranti ai sacerdoti «Qui ci sono cattivi pastori»

Uno dei due manichini messi sull’altare FOTO PECORA
Uno dei due manichini messi sull’altare FOTO PECORA

Federica Valbusa Dopo aver manifestato in diverse parti della provincia contro l’arrivo dei richiedenti asilo, gli attivisti di Verona ai veronesi hanno raggiunto anche San Giorgio in Salici, frazione del Comune di Sona, per contrastare il messaggio di accoglienza lanciato dalla parrocchia nel periodo natalizio. Il movimento ha firmato un volantino in cui invita i fedeli a non seguire «i cattivi pastori». A dicembre padre Giampaolo Mortaro aveva collocato due manichini seminudi, che rappresentavano una bambina di colore e un ragazzo migrante, prima di fianco all’altare e poi vicino al presepe, per scuotere le coscienze e stimolare una riflessione sul senso profondo del Natale: oggi tante persone non vengono accolte, proprio come accadde a Maria e Giuseppe che, secondo il racconto del Vangelo, dovettero far nascere il loro bambino in una mangiatoia perché non trovarono posto negli alloggi. La questione dei manichini non è stata citata esplicitamente ha letto i volantini il riferimento è parso evidente, anche perché il volantinaggio è avvenuto qualche giorno dopo l’uscita sull’Arena dell’articolo che raccontava, oltre che del presepe allestito in chiesa, anche dell’iniziativa del parroco. Agli attivisti di Verona ai veronesi il messaggio di accoglienza lanciato dalla parrocchia, in linea con le parole pronunciate da Papa Bergoglio durante la messa di Natale, non è piaciuto. E per dimostrare la loro contrarietà, hanno scritto un volantino dai contenuti molto pesanti. Ma cos’è Verona ai veronesi? È un movimento che si schiera contro quello che definisce il «business dell’accoglienza» ed è il principale promotore delle manifestazioni anti-profughi organizzate in città e provincia. Al suo interno militano persone di estrema destra, come Luca Castellini, coordinatore di Forza Nuova per il Nord Italia, lo stesso che quest’estate aveva inneggiato a Hitler durante la festa della Curva Sud dell’Hellas, festa nella quale era stata organizzata anche una parodia dissacrante della via crucis con l’alleluia diventato un inno al Führer nazista. A San Giorgio in Salici, invece, gli attivisti di Verona ai veronesi hanno ritenuto di poter giudicare l’operato della parrocchia e di spiegare cosa, a loro parere, non sarebbe in linea con la religione cristiana. I volantini sono stati distribuiti da due persone, probabilmente residenti proprio in paese: li hanno messi sui cofani della macchine e nelle cassette della posta. «Rimaniamo sbigottiti», si legge nel testo, «di come gli uomini di Chiesa e i “fedeli” seguano ciecamente i cattivi pastori, specie se questi si vestono da pontefici, diffondendo insegnamenti contrari alla religione Cristiana! Il nuovo comandamento dell’“Accogliere chiunque!” sembra aver contagiato anche il nostro parroco “don” Giordano che ha trasformato la chiesa di San Giorgio in Salici da luogo sacro a sede di partito». Il parroco di San Giorgio in Salici, però, non si chiama Giordano ma Giampaolo. Gli autori del volantino hanno confuso il nome del parroco, che ha avuto l’idea dei due manichini, con il nome del cittadino che ha allestito il presepe in chiesa? Oppure in questa frase c’è un attacco canzonatorio proprio nei confronti del presepista? In questo secondo caso, chi ha scritto il volantino avrebbe preso un abbaglio, proprio perché Giordano con l’idea dei manichini non c’entra nulla. Poi il volantino continua: «Irrita soprattutto questo amore sviscerato nei confronti del più lontano ignorando le difficoltà del più prossimo». E, poco più avanti, dopo l’accusa di «antiapostolato», Verona ai veronesi prosegue: «Se questi uomini sovvertono di proposito i dettami della religione cattolica perché la loro fede è più rivolta al terreno che al divino farebbero meglio ad emigrare loro nelle terre dei migranti fornendo un concreto aiuto dove davvero serve». Forse chi ha scritto il volantino non sa che San Giorgio in Salici è un paese caratterizzato dalla tradizione missionaria e che anche Padre Giampaolo, così come gli altri due comboniani che ci sono in parrocchia, è stato missionario. Proprio nella frazione, sono state tra l’altro ritrovate quattro lettere di San Daniele Comboni, che fu missionario e vescovo in Africa. Inoltre, San Giorgio in Salici ha dato i natali e dà sostegno ad alcuni missionari che operano dove c’è bisogno di aiuto, dall’Africa al Sud America. Il volantino si conclude con un neologismo costruito a partire dal cognome del papa ed usato in una frase che esprime una pesante critica contro il pontefice: «Non bergoglionitevi, restate cristiani». Come se Bergoglio non fosse cristiano. Poi l’attacco finale: «Questi impostori ingannano voi e le vostre famiglie, non sono ispirati dallo Spirito Santo ma dai suoi nemici». In un altro volantino, con il testo quasi identico ma senza firma, circolato soprattutto su WhatsApp, c’è scritto addirittura «ispirati dalla massoneria». Per il parroco padre Giampaolo, il fatto che si avverta una consonanza fra il suo messaggio e quello del papa è invece motivo di onore: «Sono molto onorato di essere stato accomunato al papa. Noi siamo autenticamente cattolici, perché pensiamo a tutto il mondo e non solo al nostro paese». Il termine «cattolico», infatti, deriva da un aggettivo del greco antico che significa «universale». E di Verona ai veronesi il parroco dice: «È un’associazione che non conosce il Vangelo». Poi, della frazione sottolinea: «San Giorgio in Salici è da sempre un paese cattolico e missionario». Con padre Giampaolo, la parrocchia di San Giorgio in Salici porta avanti questo sguardo definibile come autenticamente cattolico, nel senso etimologico del termine. Uno sguardo ispirato dal valore dell’accoglienza, su cui anche il papa ha invitato a riflettere. I padri comboniani sono molto apprezzati in paese, tanto che nel 2016, quando era circolata la notizia del loro possibile trasferimento, la comunità si era mobilitata, anche organizzando una veglia di preghiera, per chiedere al vescovo di lasciarli a San Giorgio in Salici. •

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