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05.12.2018

«Donati gli organi,
ma poi la salma
era irriconoscibile»

Elena Temporin con il marito Marco Mazzi
Elena Temporin con il marito Marco Mazzi

«Mi hanno restituito una salma irriconoscibile, non mio marito». Così Elena Temporin denuncia quello che per lei è «un fatto incredibile». Nelle prime ore di domenica 25 novembre l'uomo con cui nel gennaio scorso aveva festeggiato i 25 anni di matrimonio, il quarantanovenne commerciante ambulante di Lugagnano Marco Mazzi, è morto, in seguito a un infarto, all'ospedale cittadino di Borgo Trento.

 

I famigliari hanno dato il nulla osta per l'espianto degli organi, raccomandando, però, che il corpo venga loro restituito integro. «Volevamo che lo vedessero i fratelli, che sono arrivati da lontano, ed invece la salma ci è stata consegnata solo un'ora prima del funerale in condizioni indicibili», racconta Elena Temporin. La quale è ricorsa ad uno studio legale, perché vuole sapere chi ha ricomposto il defunto e chiede scuse formali. «Si tratta di una situazione che non deve ripetersi», dice fra le lacrime.

 

L'Azienda ospedaliera assicura però che «tutto è stato fatto nel rispetto delle norme» e, in una nota, precisa:

1) Il sig. M.M. è deceduto il giorno domenica 25 novembre 2018 presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona sede di Borgo Trento. Dopo il decesso, la salma è stata portata alla Cella Salme per il periodo di osservazione previsto dalla norma. Sempre lo stesso giorno (25/11) l'Infermiera del Servizio Trapianti contatta la famiglia per verificare la possibilità di effettuare la donazione di cute e cornee. Ottenuto il consenso ed effettuato ECG la salma veniva portata in Sala Operatoria per il prelievo.

2) Il giorno martedì 27 novembre 2018 la salma è stata preparata da due operatori della Cella che riferiscono di non aver avuto problemi alla vestizione e non hanno rilevato nello stato della salma condizioni che dovessero controindicarne l’esposizione. Nella nostra esperienza, infatti, può anche accadere che le salme, nel periodo post mortem, subiscano modifiche così evidenti da sconsigliare ai parenti l’esposizione. Tali alterazioni possono essere conseguenza anche dei trattamenti intensivi che il paziente può aver ricevuto durante il periodo antecedente la morte e, soprattutto nei casi di evoluzione clinica così repentina come nel caso del sig. M.M., possono anche sorprendere negativamente i familiari stessi.

3) Le esequie si sono svolte in data martedì 27 novembre 2018 e in quell’occasione non sono state avanzate segnalazioni o lamentele particolari sullo stato della salma né da parte della Ditta di Onoranze incaricata del funerale, né da parte dei familiari del sig. M.M.

4) Il giorno venerdì 30 novembre 2018 è pervenuta alle Celle mortuarie di Borgo Trento la telefonata di una signora che si è qualificata come la moglie del sig. M.M.. e che lamentava lo stato in cui - a suo dire - sarebbe stata esposta la salma del marito. Nel corso della telefonata la signora è stata invitata più volte a segnalare per iscritto gli eventi a cui faceva riferimento. Ad oggi (mercoledì 5 dicembre 2018) all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona non risulta pervenuta nessuna richiesta scritta di spiegazioni e nessuna richiesta né da parte della famiglia del defunto M.M. né da parte di altri soggetti.

Luca Fiorin
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