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03.02.2018

Più abitanti dopo il calo durato tre anni Ricomincia la corsa verso quota 15.000

Una panoramica del paese con l’Ossario sopra Custoza
Una panoramica del paese con l’Ossario sopra Custoza

Colpo di reni, dopo tre annate negative, della popolazione del Comune che al 31 dicembre 2017 ha raggiunto quota 14.802 salendo di 25 unità. Quota 15mila abitanti torna a non essere più un miraggio, anche se siamo lontani da quella record del 31 dicembre 2011, 14.891. Negli anni precedenti, per la terza volta da sempre, la seconda consecutiva, dopo aver accarezzato la strategica quota, la popolazione del comune di Sommacampagna era calata di 48 anime a fine 2016 (14.777). Il 57,60 della popolazione risiede nel capoluogo, il 34,20 a Caselle e l’8 per cento a Custoza. Al 31 dicembre 2015 fu ancora pollice verso: la popolazione del Comune era scesa a 14.825 abitanti (7.420 maschi, 7.404 femmine), perdendo 44 unità rispetto al 2014. Dal conteggio dell’1 giugno 1957 (7.318 abitanti) il numero era sempre salito, toccando il record provinciale d’immigrazione nel 1969. Gli ultimi dati, fine 2012, 14.899; fine 2013, 14.840; fine 2014, 14.869, sembravano infatti spingere Sommacampagna ad entrare nella fascia dei Comuni medi. Il territorio ha una superficie di chilometri quadrati 41,77 e la popolazione è ora divisa fra gli 8.525 abitanti del capoluogo, i 5.078 di Caselle e i 1.199 dell’altra frazione di Custoza. Dichiarata zona depressa nel primo dopo guerra, Sommacampagna registrò un boom notevole negli anni Sessanta. Merito anche delle tre consecutive amministrazioni Zanella (1951-1965). Al primo giugno 1957, il comune contava 7.318 abitanti. Augusto Zanella in quel periodo si recò più volte a Roma: nell’ovest veronese della costruenda autostrada Serenissima erano previsti i caselli di Verona sud e Peschiera, ma non quello di Sommacampagna. La testardaggine di Zanella l’ebbe alla fine vinta e nel comune o ai suoi confini arrivarono, poi, tutto in un fiato, assieme al vitaminizzante casello, l’ampliamento dell’aeroporto, l’autostrada del Brennero, il centro doganale. Furono trainanti per l’insediamento nel comune di molte industrie, tra le quali il Pollo Arena e numerosi calzaturifici. L’ex zona depressa registrò nell’anno 1969 col 25 per cento, la più alta percentuale d’immigrazione della provincia. Anche nell’agricoltura si è verificata col tempo una metamorfosi: al pesco si è affiancata prepotentemente la coltivazione del kiwi pur se per entrambi, causa anche le malattie, la situazione non è rosea. • L.Q.

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