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25.01.2018

Luca ha soltanto 18 anni È il più giovane Gidino

Luca Benedetti e Sara, Messer Gidino e Caterina FOTO PECORA
Luca Benedetti e Sara, Messer Gidino e Caterina FOTO PECORA

Lorenzo Quaini Luca Benedetti, indicato col numero 2, è stato il più votato per diventare Messer Gidino XXV. Il neo eletto è la più giovane maschera della storia, perché diciottenne, e sfilerà sabato con la quindicenne sorella Sara nelle vesti di Madama Caterina. Con 357 voti ha battuto lo sfidante Luigi Molinarelli, in lizza col numero 1, che si è fermato a quota 202 preferenze e ha così visto svanire la possibilità di replicare la vittoria del 2003 dopo che quattro anni prima, un gruppo di volontari riprese in mano la manifestazione facendola tornare dopo 11 anni d’oblio. Grande folla, domenica scorsa, nel rione Gidino anche se molti, attratti dalla curiosità, hanno brindato all’evento, dimenticandosi poi di votare. COME NACQUE. Favorita da un’idea dell’allora commissione cinema, la maschera di Messer Gidino nacque nel 1981. Con questa iniziativa si voleva affiancarsi ad altre in voga in molti paesi della nostra provincia e nel contempo omaggiare lo storico poeta locale che si fece onore a metà del 1300 alla corte di Cangrande. Gidino era figlio di Manfredo. Suo nonno era Azzolino da Sommacampagna «il ridente paese situato non tanto lungi dalla città dove i signori della Scala avevano possedimenti». LA STORIA. Quest’ultimo, uomo d’ingegno, si stabilì in Verona procurando una posizione decorosa per sé e i propri figli. Gidino, nato tra il 1320 e il 1330 nei pressi dell’attuale piazza Marconi, è il personaggio storico più famoso di Sommacampagna nato «de facili ed pagosa stirpe», ossia da gente bassa e di origine campagnola. Intimo amico di Cangrande, Gidino cadde in disgrazia dopo il 14 dicembre 1359 quando il signorotto morì. Dopo essere stato in carcere, tornò in auge grazie all’atteggiamento assunto conforme alla nuova situazione. Si sposò con Feliciana, figlia di Leonbianco Zavarise. Rimasto vedovo, convolò a seconde nozze con Caterina figlia di Bartolomeo di Falsarugo, fissando la dimora in via Pigna, vicino al duomo. Morì senz’altro prima del 1400. LA SFILATA. Presente il Papà del Gnoco, la sfilata sabato si dipanerà per le vie del paese dalle 14,30 arricchita da cari allegorici e da gruppi mascherati; nella stessa serata, dalle 19,30 sfilata in notturna a Caselle in collaborazione con il comitato Sagra San Luigi della frazione. L’ALBO D’ORO. 1981 e 2008 Bruno Bertolaso detto Bertolacci; 1982 Gianfranco Rotta detto Tati; 1983 e 2010 Giuseppe Nicolis detto L’Arabo; 1984 Ottorino Bonomo, 1985 Didaco Pavan detto L’Indiano; 1999 Renzo Cordioli; 2000 Franco Ferrari detto Fer’as; 2001, 2004 e 2012 Romeo Forante; 2002 e 2015 Maurizio Bonatti; 2003 Luigi Molinarelli; 2005 e 2014 Claudio Murari detto Caio; 2006 e 2017 Giampaolo Zanini; 2007 Ivan Tabarelli; 2009 Tiziano Bernabè detto Bè; 2011 Giuseppe Murari detto Bepe; 2013 Ruggero Gallo detto Patatina; 2016 Massimiliano Romuli detto Massi; 2018 Luca Benedetti. •

Lorenzo Quaini
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