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17.02.2019

I ricordi del maresciallo Bosetti «Che strazio la strage di Caselle»

Dopo ventidue anni trascorsi nella stazione dei carabinieri di Sommacampagna, il maresciallo maggiore Giampietro Bosetti ha ricevuto una targa dall’amministrazione di Sona, che ha voluto in questo modo ringraziarlo per il suo servizio sul territorio. La cerimonia si è svolta in apertura dell’ultimo consiglio comunale. «Sono stati anni intensi, nei quali ho dato tutto e ho ricevuto tantissimo», ha detto Bosetti, che ora è stato trasferito a Mazzano, in provincia di Brescia. Dall’ingiuria all’omicidio, dalle estorsioni ai furti, dalla prostituzione all’immigrazione clandestina: durante questi ventidue anni, fra Sommacampagna e Sona, Bosetti si è trovato a fronteggiare reati di ogni tipo, da quelli di entità più lieve a quelli più gravi. Il ricordo più brutto che si porta nel cuore risale alla sera del 29 giugno 2005 quando, in un tragico incidente avvenuto a Caselle, hanno perso la vita cinque ragazzi: Levi Pasquali, Martina Romagnoli, Nicole Costalonga, Tobia Scandola e Valeria Lavarini. A Bosetti è toccato il terribile compito di avvisare i familiari di ciò che era accaduto: «Quella sera, prima di andare dai genitori, passai a prendere il parroco di Lugagnano, don Castagna, perché da solo non ce l’avrei mai fatta», ha ricordato. OGNI ANNO, il Comune di Sona assegna la borsa di studio «Per non dimenticare e crescere insieme», intitolata ai cinque giovani scomparsi, che viene conferita a ragazzi delle scuole del territorio nel corso di una cerimonia alla quale il comandante Bosetti ha sempre ritenuto importante partecipare. Bosetti ha dedicato parole di sincera stima al maresciallo Silvano Ciuffetti, scomparso nel 2013: «Quello che ho imparato, me lo ha trasmesso lui. Il suo lavoro era la sua vita, ci metteva l’anima. Professionalmente era una montagna: gli ho visto fare indagini da restare senza parole. Da un piccolo indizio riusciva a ricostruire tutto, era una cosa impressionante». Altro ricordo commosso è quello che ha dedicato all’appuntato Ciro De Vita, travolto e ucciso da un automobilista ubriaco il 30 aprile 2006 mentre era impegnato in un posto di blocco a Lugagnano. Bosetti, che dopo essere stato avvisato dell’accaduto giunse sul posto, ha ancora nitida nella mente e nel cuore la memoria di quella notte. Altro annuncio straziante che non dimenticherà mai è stato quello dato alla famiglia di De Vita. Nel 2014, l’amministrazione del sindaco Gianluigi Mazzi ha intitolato all’appuntato una via di Lugagnano. Nel ricevere la targa da parte dell'amministrazione, Bosetti ha anche voluto dedicare alcuni ringraziamenti che ha ritenuto particolarmente importanti. In sala, oltre al figlio di tre anni, c’erano la mamma e la moglie che per lui sono le donne della sua vita: «Il ringraziamento alla mamma è doveroso, perché tutti i valori che ho me li ha trasmessi la mia famiglia, così come il ringraziamento a mia moglie, perché non è facile avere un marito che nel lavoro non ha orari». Altri ringraziamenti sono andati ai colleghi carabinieri, con i quali ha sempre cercato di creare un clima di armonia, ai suoi superiori dai quali ha sempre ricevuto appoggio, ai procuratori con i quali ha sempre avuto un bel rapporto, e anche alle diverse amministrazioni del territorio e ai comandanti della polizia locale con cui ha collaborato in questi anni. Il sindaco Mazzi ha espresso nei suoi confronti parole di riconoscenza: «La targa va ad una persona dell’Arma che ha dedicato buona parte della sua vita lavorativa al nostro territorio. A lui va il ringraziamento dell’amministrazione e di tutta la comunità di Sona. Ho avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo, e posso dire che la collaborazione con lui è sempre stata positiva. Gli riconosco di aver onorato al meglio il suo ruolo». •

Federica Valbusa
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