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31.08.2018

I ragazzi riqualificano i parchi del paese

Ragazzi al lavoro al Campus esperenziale
Ragazzi al lavoro al Campus esperenziale

Hanno lavorato per tre settimane rimettendo a nuovo le panchine in legno dei parchi pubblici di Sommacampagna. Dopo aver frequentato un breve corso sulla sicurezza e sulle tecniche di lavoro, si sono impegnati nella manutenzione dei giardini pubblici di Monte Molin e in quelli di via Vigo, via Don Tramonte e Bissara. Sono i tre ragazzi partecipanti al «Campus esperienziale», progetto finanziato dalla Regione.L’iniziativa è una simulazione di esperienza lavorativa proposta a ragazzi tra i 13 e i 17 anni individuati dai servizi sociali. Ha dato loro la possibilità di lavorare effettuando opere di pubblica utilità, dal lunedì al venerdì, per 4 ore al giorno, seguiti da un educatore. In questo modo i ragazzi hanno imparato le regole del mondo del lavoro e degli adulti: dall’obbligo di rispetto dell’orario all’organizzazione delle attività da svolgere. I partecipanti, per tre settimane, hanno sistemato i parchi, rimettendo in sesto le panche in legno logorate dal tempo e dai vandalismi e seguiti dall’educatore Jihed Ammami della cooperativa Hermete. «I ragazzi», spiega l’assessore ai servizi sociali Alessandra Truncali, «hanno dimostrato un notevole interesse per il progetto, svolgendo gli incarichi assegnati, rispettando gli orari e le consegne, impegnandosi anche nell’acquisto del materiale. Alle loro famiglie verrà dato un piccolo contributo, simbolico, a riconoscimento dell’impegno. Inoltre il ripristino di beni comuni è un contributo a favore di tutta la cittadinanza». «Ci siamo divertiti e ammetto che pensavo fosse un lavoro molto più facile», racconta uno dei ragazzi. «È stato un percorso travagliato tra il caldo e le vespe ma nel complesso molto buono. È tutt’altra cosa rispetto alle esperienze che avevo». «Quando si diventa grandi non si riesce più a vedere il mondo con gli occhi dei bambini. È stato bello riportare le cose a come le si vedevano da piccoli, come me le ricordo io, così che anche i bambini di oggi possano giocarci e conservarne il ricordo», aggiunge l’altro. E il terzo conclude: «Non sono una persona a cui piace fare lavori manuali ma mi sono trovato bene, anche con i compagni, e sono contento di questa esperienza». •

M.V.A.
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