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09.01.2018

Ex sindaco in Cassazione Pena ridotta per Soardi

L’ex sindaco Gianluigi Soardi prima dell’indagine del 2010
L’ex sindaco Gianluigi Soardi prima dell’indagine del 2010

Giampaolo Chavan La Cassazione chiude la vicenda dell’ex sindaco di Sommacampagna Gianluigi Soardi, finito nei guai, però, in qualità di presidente dell’Atv e rimasto in carica fino al 4 settembre 2010. All’epoca, infatti, emerse la notizia che l’allora esponente della Lega era sotto inchiesta per rimborsi fasulli, ottenuti proprio dall’azienda di trasporti che presiedeva. E le accuse, formulate dal pm Valeria Ardito di peculato, poi diventato peculato d’uso e truffa, ha retto tutti e tre i gradi di giudizio, passando per due volte il vaglio della Cassazione alla fine di una lunga vicenda giudiziaria durata otto anni tra indagini e sentenze. La condanna per Soardi è stata così definitivamente determinata dai giudici della Cassazione in un anno, un mese e quattro giorni e 677 euro di multa. Una forte riduzione della pena rispetto al processo di primo grado, conclusosi il 20 ottobre 2011 a Verona con la condanna di Soardi a 3 anni e due mesi di reclusione. In quel grado di giudizio, l’ex presidente dell’Atv venne assolto dall’accusa di abuso d’ufficio perchè «il fatto non è previsto dalla legge come reato». Per il tribunale di Verona, insomma, l’utilizzo degli operai dell’Atv per lavori nella casa di Soardi non costituiva una violazione del codice penale. Un primo sconto di pena arrivò dalla Corte d’appello a Venezia il 29 novembre 2012 che condannò Soardi a due anni e dieci mesi, cancellando alcune ipotesi di peculato. Altra tappa processuale si svolse ancora in Cassazione a fine gennaio del 2015 quando l’accusa di peculato si trasformò in quella più lieve di peculato d’uso. La Corte di ultima istanza rinviò gli atti alla corte d’appello a Venezia che riformulò la sentenza sulla base delle indicazioni dei giudici di ultima istanza. Anche questa decisione, però, fu impugnata dal legale di Soardi, l’avvocato Paolo Pellicini e costrinse la Cassazione a valutare la vicenda per la seconda volta. Ultima e definitiva decisione è stata presa, quindi, dalla Cassazione nel settembre 2017, ma la sentenza è stata depositata solo pochi giorni fa, con la rideterminazione della pena ad un anno, un mese e quattro giorni di reclusione che l’ex sindaco di Sommacampagna non dovrà scontare in carcere, alla luce della sua esiguità. Fino al 2010, Soardi, quindi, ha chiesto e ottenuto dall’Atv rimborsi per viaggi anche se, in realtà, quelle trasferte tra Roma, Chieti e il Friuli non erano mai state fatte, integrando così il reato di truffa. Così come fu «allegra» anche la gestione dell’auto Atv, destinata al presidente, con viaggi effettuati per scopi privati rispetto all’utilizzo del veicolo destinato solo ad impegni istituzionali di Soardi. L’ultimo e definitivo sconto di pena, determinato dalla Cassazione, trae origine dal fatto che a tre dei tredici episodi di truffa per rimborsi di viaggi ottenuti ma mai effettuati da Soardi, non era stata riconosciuto l’attenuante della «particolare tenuità» dalla corte d’appello di Venezia. E non era stata concessa così una riduzione della pena che, invece, doveva essere riconosciuta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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